Originario di Parma, ma trapiantatoa Roma e con un legame con Bologna che gli ha fatto incrociare più volte l’amico ed ex patron di Unipol Giovanni Consorte. Vittorio Casale 51 anni, massone dichiarato, è uno degli immobiliaristi più noti in Italia a capo della società Opera finita nel 2008, insieme con lo stesso Consorte e l’ex numero due del gruppo assicurativo Ivano Sacchetti, nel mirino della magistratura romana. Casale da quella indagine è poi finito sotto processo a Roma – dopo che la Cassazione annullò una archiviazione del gip – con imputati gli stessi Consorte e Sacchetti, per le presunte irregolarità legate alla vendita degli immobili di Unipol proprio alla società Glenbrook-Operae. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, l’appropriazione indebita e l’illecito a seguito di dazione o promessa utilità.

La vicenda giudiziaria – pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli – fa riferimento alla cessione di 133 immobili del patrimonio immobiliare di Unipol in favore della società dell’immobiliarista, per 250 milioni di euro tra il 2004 e il 2005. Gli immobili furono poi rivenduti a Pirelli Real Estate e fruttarono una plusvalenza da 55 milioni sequestrati dalla guardia di finanza.

Il nome di Casale era comparso anche nell’inchiesta sulla scalata alla Bnl: l’immobiliarista al telefono con Consorte, spiegava di essere in trattativa con finanzieri e imprenditori pronti a investire nella banca romana a fianco dell’Unipol che era alla disperata ricerca di soci.

Nelle sue molteplici attività ed interessi, oltre ad una sortita rivelatasi senza esito – un interessamento per il Bari calcio e le avances per la costruzione di un nuovo stadio per il Bologna Calcio – c’è stato anche il Bingo. L’immobiliarista è stato infatti socio del gruppo spagnolo Codere che sbarcò in Italia negli anni scorsi, un investimento – il Bingo – che, come è noto, ha deluso le attese tanto che Casale uscì nel settembre del 2005 dal consiglio di Codere Italia.