Avantieri pomeriggio una commissione di operai Vinyls, selezionata dal sindacato, ha avuto l’onore di essere ricevuta dal presidente della Repubblica. L’incontro non risolverà certo le sorti della vertenza, ma ha ridato forza a chi da due anni vive di cassintegrazione: “Sembrava uno di noi, incredibile! Ci ha messi a nostro agio”, commenta Emanuele. Nonostante i fatti sembrino indicare un’imminente sconfitta per gli operai, loro non si sono ancora dati per vinti: “Si può anche perdere il lavoro ma non la dignità”, sottolinea Piergianni.

La solidarietà espressa da Napolitano aiuta anche a chiudere uno storico capitolo di lotta operaia. Oggi, riuniti in Torre Aragonese, i lavoratori della Vinyls dicono addio all’Asinara, dopo ben 15 mesi di vita tra le sbarre dell’ex carcere. Termina qui l’unico reality “reale, senza vincitori ma con una grande paura all’orizzonte: il fallimento.

All’inizio erano in tanti gli operai che dormivano nelle celle di quel carcere abbandonato, poi col passare del tempo sempre meno, finché alla fine ne rimase solo uno per tenere in piedi un simbolico avamposto. Da oggi non c’è più nessuno: solo i gabbiani e i cinghiali a cui l’ultimo occupante dell’isola dava dei nomi (nei suoi poetici diari di lotta) per non sentirsi così solo. Per non impazzire.

Se i sindacati nazionali si fossero messi in gioco, o se i politici locali avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, forse oggi queste persone avrebbero ancora la speranza di un lavoro. Che bello sarebbe se il sindacato lottasse al fianco dei lavoratori… riuscite a immaginarlo? Purtroppo da questa storia abbiamo imparato che i lavoratori italiani non possono permettersi il lusso di fidarsi né del sindacato, né della politica. Sono soli. Come su un’isola deserta.

Ora che l’occupazione dell’Asinara è finita, vogliamo dire due parole su quella che consideriamo il simbolo delle rivendicazioni operaie degli ultimi anni. L’isola dei cassintegrati è stata la dimostrazione che creatività e Internet sono due ingredienti fondamentali se vuoi che le persone vengano a conoscenza della tua situazione. Grazie a queste due componenti siamo riusciti a portare questa storia alla ribalta dei media più importanti d’Europa (e oltre), una cosa impensabile per chi, essendo sardo, è abituato ad essere ignorato dalla stampa nazionale.

Per noi del blog è stato un lavoro continuo di comunicazione, giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni e marketing, che ci ha tenuto inchiodati davanti al computer intere giornate per oltre un anno. Siamo un dietro le quinte che ha lavorato costantemente per tenere in piedi il reality “reale”, che chiunque può seguire sul web. Per quanto riguarda i cassintegrati, bisogna sottolineare la resistenza stoica che ha permesso loro di chiudersi dietro le sbarre di una prigione, su un’isola deserta.

Dei sardi si dice che siamo testardi. È vero.

Abbiamo narrato su queste pagine virtuali ogni momento della vertenza Vinyls e con questa siamo cresciuti fino a porci l’obiettivo di raccontare anche altre storie di protesta. Perché i cassintegrati della Vinyls ci hanno insegnato che l’unione fa la forza e che quando si perde lo spirito di squadra non c’è gioco che valga la pena giocare. Si perde tutto.

Presto non ci sarà più nessuno in quel carcere abbandonato, ma L’isola dei cassintegrati continuerà a vivere. L’Asinara rimarrà per noi un simbolo di creatività, coraggio, innovazione, ma soprattutto… rivoluzione.

di Marco Nurra, Isoladeicassintegrati.com