di Andrea Garello

Karzai
illustrazione: Beppe Mora

E’ bello avere degli amici su cui contare, soprattutto se sono zelanti e laboriosi come i NATO Boys, gente sempre pronta a dare una mano anche quando non serve. Hamid Karzai, presidente afgano, gli vuole bene, con lui sono stati sempre tanto affettuosi. Lo hanno eletto presidente, hanno chiuso un occhio sui brogli quando si è rieletto, ne hanno chiusi due o tre sull’impresa agricola del fratello, che coltiva papavero da oppio biologico, senza taglio e additivi chimici.

Da quando sono venuti a portare la democrazia, si sono fatti in centotrentamila per dargli una mano. Qual è il problema, i talebani? Ci pensiamo noi! E si sono messi al lavoro. Gente così l’ha mandata il cielo, ha pensato un commosso Kharzai, il problema è che loro dando una mano hanno mandato a fare compagnia a Bin Laden  qualche migliaia di afgani innocenti. D’accordo che secondo le stime della Banca Mondiale la vita umana negli stati musulmani vale quanto due ovetti Kinder, ma continuando così non ci saranno più bambini a cui regalarli.

Bisogna anche capirli, Karazai questo lo sa. Sono occidentali, con tutti questi turbanti in giro si confondono, come in Iraq. A peggiorare le cose, l’altezza media in Afghanistan è più bassa che negli stati della coalizione. Per questo a gennaio un elicottero d’assalto americano ha scambiato nove ragazzini che facevano legna per dei terroristi, riducendoli a pezzi più piccoli dei cornflakes.

Inoltre, ci fosse mai un cartello stradale o il civico per identificare le case dei talebani infamoni. Due volte su tre bussano a quella sbagliata, come quando sono entrati in casa di una maestra piuttosto sospetta, fatta fuori insieme ai due figli giusto in tempo, aveva minacciato di interrogarli in geografia. Accortisi dell’errore, hanno provato in quella accanto, dove stava in agguato una donna incinta di nove mesi. Fortunatamente è stata neutralizzata prima che rubasse un posto in ospedale.

La popolazione afgana, insensibile a tanta buona volontà, ha cominciato a scoglionarsi. Karzai non sapeva come dirlo ai NATO Boys, temendo di colpire la sensibilità di soldati cresciuti nei paesi democratici. Amici, gli ha spiegato, lo so che ci volete bene, ma qui la gente è ignorante e non sa tradurre il termine “collateral damage”. Almeno prima di sparare siate sicuri di essere attaccati.

Con lo zelo che li contraddistingue, i comandi alleati hanno preso nota, infatti una settimana fa i Marines hanno aspettato che gli sparassero addosso prima di rispondere. Hanno preso bene la mira e bum, due donne e dodici bambini sono andati dritti in braccio ad Allah.

Stavolta Karzai si è incazzato di brutto e ha usato toni duri. Va bene la buona fede, va bene tutto, stavolta però s’è passato il limite. Questi saranno pure amici, ma se continuano ad ammazzare civili innocenti, quando se ne andranno in Afghanistan rimarranno solo i talebani.