Tutto l’allarmismo e la disinformazione che si vanno manifestando attorno al batterio Escherichia coli (opportuno l’intervento di Bressanini ieri), richiama alla mente tutti quei chili di bufale che abbiamo dovuto ingollare negli ultimi tempi. L’ambito alimentare è non di rado trattato con insipienza. Ad esempio, mesi fa, senza che fosse vero e verificato nulla, avevamo saputo da quasi tutti i quotidiani e media nazionali (tranne qualche testata specifica) che fosse stata abrogata la legge contro i reati alimentari. Finché il Ministro della Salute e la Corte di Cassazione hanno smentito.

Lo strillo della comunicazione è ormai il contenuto della stessa. Non importa ciò che accade, e se sia vero che sia accaduto (il “perché” è ormai un vezzo anacronistico), ciò che importa è strillare. Cioè ululare e sbandierare come in una televendita, col pretesto non di raccontare ma di divulgare alla presunta e defunta casalinga di Voghera, trasfigurando i fatti. Banalizzarli non basta più. Così, pur di non perdere la notizia, non ci astiene dal terrorismo alimentare. Ma c’è da stare tranquilli, fra non molto ci abitueremo anche a questo.

Frattanto, quanto al batterio tossico, si legge che il Codacons ha inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia. Nel testo dell’esposto si legge: “Il Ministero della Salute continua a minimizzare, sottolineando che non è giustificato l’allarmismo verso il consumo di ortaggi crudi, e si limita a diffondere alcune norme di prevenzione che coincidono con le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare. A fronte del quadro generale, tali misure sembrerebbero insufficienti e inadeguate… Un principio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per deferire l’adozione di misure adeguate ed effettive.

Lo stesso Codacons spiega: “Visto l’effettivo rischio di un grave danno alla salute della collettività e il maggior pericolo a cui la stessa potrebbe essere esposta a causa del protrarsi del tempo senza un effettivo e risolutivo intervento delle autorità competenti, il Codacons ha chiesto di accertare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti a carico del Ministero della Salute o di altri organi competenti. Occorre fornire maggiori garanzie ai cittadini – spiega il Presidente Carlo Rienzi – non basta dire che è tutto sotto controllo e che se si lava l’ortofrutta i rischi spariscono. Servono controlli a tappeto sugli alimenti destinati all’uomo e agli animali provenienti dall’estero, al fine di individuare subito i prodotti contaminati ed evitare il diffondersi dell’epidemia anche nel nostro paese”.

Difficile non domandarsi se tale esposto sia uno strillo o una notizia, un comunicato stampa o un messaggio promozionale. O forse è solo un necessario esposto?