Sono sei i nuovi indagati per l’inchiesta sulla realizzazione del Civis, il discusso tram su gomma a guida ottica che dovrebbe entrare in funzione a Bologna, ma non si sa bene quando. Oltre a loro sul registro degli indagati compare anche il nome di Giorgio Guazzaloca, ex sindaco della città dal 1999 al 2004.

Cinque nomi fanno parte del gruppo Maresca e Fiorentino, concessionaria Fiat, un altro indagato è invece l’ex direttore del Comune, Enrico Biscaglia, attuale direttore generale della Compagnia delle Opere. Tutti e sei sono stati iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di aver concorso nell’ipotesi di corruzione.

La Guardia di Finanza ha realizzato questa mattina perquisizioni domiciliari e altre perquisizioni nelle sedi del gruppo Maresca e Fiorentino. Titolari del fascicolo sono il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il sostituto procuratore Antonello Gustapane.

Sono inoltre stati perquisiti gli studi di due commercialisti di Maresca e Fiorentino: si tratta di Fernando Frasnedi e Giampaolo Galletti, fratello di Gianluca Galletti, ex assessore nella giunta Guazzaloca, attuale parlamentare Udc e braccio destro di Pier Ferdinando Casini. I due però non risulterebbero indagati. Sicuramente sotto inchiesta  sono i titolari del gruppo: Alberto, Marta e Maria Fiorentino, quest’ultima cognata di Gianluca Galletti; gli altri due sono Angelo e Pietro Maresca. Insieme a loro è indagato per la firma di alcuni atti anche Enrico Biscaglia, ex direttore generale di Palazzo D’Accursio e uomo di fiducia di Guazzaloca.

La Procura contesta al gruppo Maresca e Fiorentino di aver ricevuto pagamenti per un totale di un milione di euro. Secondo gli inquirenti, infatti, il gruppo avrebbe ricevuto da Irisbus un contributo di 200 mila euro per acquistare una struttura per operazioni di manutenzione del Civis. Contributo arrivato cinque giorni prima della firma del contratto d’appalto del febbraio 2004. Sono in corso accertamenti per verificare la causale di quel contributo, volto ad una struttura dimensionata ad ospitare i Civis. Struttura che però è stata poi acquistata da un’altra società, la Borgo Alpi Srl, persona giuridica distinta dalla Maresca e Fiorentino Spa, ma in cui figurano alcuni dei suoi soci.

Altri soldi sarebbero poi arrivati diluiti nel corso di sei anni al gruppo Maresca e Fiorentino per delle prestazioni. Una somma di 800 mila euro destinata all’acquisto di attrezzature per la manutenzione del Civis, pubblicizzazioni, assistenza ai mezzi e addestramento dei conducenti.

Però nel contratto del 2004 viene messo nero su bianco che le attività da pagare sono state effettuate dal 1999 al 2004, prima quindi che il progetto del Civis esistesse a Bologna.

L’ipotesi della Procura, dunque, è che Maresca e Fiorentino siano stati intermediari tra Irisbus e pubblici ufficiali, ancora da identificare. I soldi quindi, secondo l’ipotesi della Procura, non sarebbero diretti alla società per le prestazioni, ma destinati a Maresca e Fiorentino per fare da intermediario e consegnare il denaro a pubblici ufficiali. Le fatture, inoltre, vanno dal 2004 al maggio 2011, motivo per cui l’inizio del termine di prescrizione potrebbe spostarsi.

Un altro elemento su cui la Procura sta portando avanti le sue verifiche riguarda il fatto che normalmente il concessionario si fa carico dei costi inerenti il personale, la sede o i magazzini. In questo caso, invece, accade l’esatto opposto. È la casa madre che dà i contributi per i costi che dovrebbe invece sborsare il concessionario. L’ipotesi degli inquirenti è quindi che i soldi siano un fondo, una provvista, per pubblici funzionari ancora da identificare, che avrebbero appoggiato e spinto la realizzazione del Civis. Le perquisizioni potrebbero far capire dove sia andato a finire quel denaro.

Nell’inchiesta, oltre a Guazzaloca, sono indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e per falso in atti pubblici Maurizio Agostini, allora presidente di Atc (azienda trasporti), Paolo Vestrucci e Claudio Comani, del cda Atc, e due legali rappresentanti di IrisBus (società del gruppo Fiat) che si sono succeduti dal dicembre 2002 all’aprile 2007. Altri due, successivi legali rappresentanti Irisbus, sono indagati ma per inadempimento di contratti di pubbliche forniture.