E’ stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, Luigi Fallico, 59 anni, accusato di essere a capo di un’organizzazione terroristica che, secondo gli inquirenti, si poneva come erede delle Brigate rosse. Dalle prime analisi del medico legale, sul corpo non ci sarebbero segni i violenza. L’ipotesi più accreditata, al momento, sembra quella di un infarto. La scoperta del corpo di Fallico è stata fatta questa mattina alle 9,30 dagli agenti di polizia penitenziaria. Il decesso sarebbe avvenuto nella notte, quattro o cinque ore prima del ritrovamento. Nel loro racconto, gli agenti, vedendolo ancora nel letto, sono entrati nella cella per chiedere al detenuto se stesse male.

Da qualche tempo pare che Fallico avesse problemi di salute. Durante l’ultima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Roma, il 19 maggio, aveva detto che le sue condizioni erano precarie. “Già due giorni prima l’ex brigatista aveva accusato fortissimi dolori al petto – spiega il suo legale, Caterina Calia – Era stato portato nell’infermeria del carcere, dove gli sono stati riscontrati valori della pressione arteriosa molto elevati”. Il detenuto è stato poi riportato in cella, “invece di trasferirlo in una struttura ospedaliera attrezzata”, accusa l’avvocato. “Soltanto domani – conclude – avrebbe avuto una visita medica per accertare le sue effettive condizioni di salute”. L’autopsia, disposta dalla procura di Viterbo e che dovrebbe essere eseguita tra domani e dopodomani, accerterà i reali motivi del decesso. Secondo i primi accertamenti, dalla cartella clinica non risulterebbe che Fallico soffrisse di alcuna patologia grave né di malattie cardiovascolari che richiedessero di essere seguite in ambiente ospedaliero.

‘Il corniciaio’ o ‘il gatto’, come era soprannominato, era stato una prima volta in carcere alla fine degli anni Ottanta per fiancheggiamento alle Brigate Rosse. A giugno del 2009 è stato arrestato di nuovo a Roma, insieme ad altre quattro persone tra la capitale e Genova. Secondo la Digos, Fallico era a capo di un gruppo terroristico ispirato alle Br e aveva frequenti contatti con alcuni brigatisti, tra cui Nadia Desdemona Lioce, condannata in via definitiva all’ergastolo per gli omicidi di Marco Biagi e Massimo D’Antona. Agli atti del processo, numerose intercettazioni del corniciaio. Tra queste, una in cui Fallico progettava un attentato alla Maddalena nei giorni del G8, poi spostato a L’Aquila.