”Voglio far chiudere Il Fatto, diffonde solo menzogne”. Non solo,Vittorio Sgarbi vuole anche oscurare questo sito. Il critico d’arte ha trovato il colpevole per il flop che ha affossato il suo programma e vuole punire questo giornale. All’indomani della sospensione della sua trasmissione su Rai1, Sgarbi annuncia infatti l’intenzione di procedere con azioni legali contro l’edizione cartacea, così come contro questo sito qualora non agisse come richiesto, e prevede rimborsi milionari per gli articoli pubblicati in questi giorni su Salemi e sulla trasmissione “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi”. “Chiedo 10 milioni di euro per gli articoli dei giorni scorsi – dice  –  quelli in cui mi si indicava come esecutore della mafia – spiega il critico ferrarese – perché è una cosa di una gravità assoluta”.

Sgarbi dimentica di dire che i rilievi su di lui non vengono dalle opinioni dei cronisti di questo giornale, ma dalle pagine di una richiesta di sequestro preventivo di 35 milioni di euro ai danni del signor Giuseppe Giammarinaro. E che i rapporti tra quest’ultimo e il critico non sono frutto della fantasia dei cronisti di questo giornale ma dell’azione investigativa, correttamente riportata e compresa di testimonianze negli articoli che raccontavano la cronaca degli eventi. Si tratta in tutto di 388 pagine di documentazione.

Intanto il legale del critico ferrarese, Giampaolo Cicconi, anticipa che tra oggi e domani verrà recapitata al giornale una diffida “ad eliminare immediatamente dal sito web l’articolo del 17 maggio, firmato da Sonia Alfano dal titolo ‘Salemi e le amicizie pericolose’, nonché quello intitolato “Vittorio Sgarbi , Saverio Romano e l’amico di Salemi sorvegliato speciale” e dei successivi, in quanto palesemente diffamatori”. Nell’atto di diffida, conclude il legale, “è compresa una richiesta di sequestro preventivo nel caso in cui il quotidiano non ottemperasse”.

C’è poi una seconda querela in arrivo, battono le agenzie, che riguarda il pezzo andato in pagina oggi in cui si parla del programma tv, “che attribuisce alla trasmissione dei costi per puntata inverosimili”.

Insomma, per Vittorio Sgarbi questo giornale sarebbe il mandante di una campagna diffamatoria orchestrata ai suoi danni. A questo proposito l’unica cosa che possiamo replicare al signor Vittorio Sgarbi è una immortale vignetta di Altan che gli consigliamo di far propria: “Mi chiedo chi sia il mandante di tutte le cazzate che faccio”.