Il governo francese ha reso note oggi le date delle elezioni presidenziali, che si terranno il 22 aprile e il 6 maggio 2012 seguite a metà giugno da quelle politiche e all’interno dell’Ump si lavora a ritmo serrato per risollevare la popolarità di Nicolas Sarkozy in vista della corsa per la riconferma all’Eliseo.

L’ordine di batteria è di recuperare terreno nei sondaggi scrollandosi di dosso le promesse del 2007, senza però rinnegarle formalmente. Un’impresa piuttosto delicata, in  cui – secondo il quotidiano Le Monde – è in prima linea il ministro all’Agricoltura Bruno Le Maire. Bisogna restituire fiducia ai francesi e di conseguenza popolarità al presidente, che proprio nei giorni scorsi ha festeggiato il suo quarto anno di mandato con un bilancio in negativo sottolineato da quasi tutta la stampa d’Oltralpe. Come? Secondo il ministro Le Maire, attraverso una sorta di “sogno francese” che proponga un nuovo ruolo per la Francia all’estero e un nuovo patto sociale interno che, bollando il modello del Ps come assistenzialista, punti sui giovani, un elettorato tradizionalmente più vicino ai socialisti, impegnando l’Ump in una campagna sul tema dell’accesso al lavoro delle nuove generazioni.

Per inaugurare il nuovo corso, i popolari di Sarkozy devono prima fare i conti con le promesse del 2007 e con un progetto politico che oggi, a quattro anni di distanza, sembra non convincere più l’opinione pubblica. La scorciatoia meno dolorosa sembra essere quella di liquidare critiche e malcontento come risultato della crisi economica, di fatto trasformando una situazione che ha in effetti reso la presidenza Sarkozy accidentata, nell’opportunità di un cambio di rotta politico.

Secondo il ministro Le Maire, “Non è il programma del 2007 a essere obsoleto, ma il mondo di ieri”. Tradotto vuol dire che non ci sarà più spazio, almeno non in primo piano, per alcuni dei cavalli di battaglia, utilizzati da Sarkozy sia nella campagna presidenziale del 2007 che durante buona parte della sua presidenza come il tema della sicurezza e quello dell’identità nazionale. “Smettiamola di interrogarci su chi siamo – ha dichiarato nei giorni scorsi –le Maire – Lavoriamo invece per decidere cosa vogliamo essere”.

Del resto che un cambio di rotta sia urgente in casa Ump, sembrano confermarlo tutte le indagini sugli orientamenti dei francesi. Anche questo mese, infatti, secondo il sondaggio di Tns-Sofres per Le Figaro Magazine, il termometro elettorale punisce il presidente inchiodandolo a un risicato 20 per cento di consensi, ben tre punti in meno rispetto ad aprile. Non solo, se il 76 per cento degli intervistati dichiara di non avere più fiducia in Sarkozy, il 55% di quanti simpatizzano per la destra riconoscono un ruolo sempre più importante alla leader del Front National Marine Le Pen. Secondo Edouard Lecerf, direttore del TNS-Sofres, Sarkozy può contare solo sui suoi: “Non ci sono che i simpatizzanti dell’Ump che lo sostengono, e sono sempre meno numerosi”.

Ma dall’altra parte i popolari non sembrano vedere alternative per la corsa all’Eliseo del 2012: nonostante un certo consenso (il 33 per cento) nei confronti del primo ministro Francois Fillon, per lo più sembrano mancare gregari o delfini pronti a entrare in scena al momento giusto al posto di Sarkozy. Il futuro politico dell’Ump è, per il momento tutto nelle mani del presidente.

di Tiziana Guerrisi – Lettera 22