L’ex direttore del “Resto del Carlino” – il quotidiano storicamente più letto a Bologna Giancarlo Mazzuca sta preparando per “Panorama” un articolo che ha suscitato le perplessità di alcune parlamentari, in primis Alessandra Mussolini e Paola Concia.

Mazzuca – parlamentare del Pdl e membro della commissione Cultura – se ne va in giro per la Camera chiedendo alle donne del Pdl se vogliono partecipare alla classifica, che dice di voler pubblicare sul settimanale, che sta redigendo, prove scientifiche alla mano.

Probabilmente si è dimenticato di far parte della Commissione Cultura ed è stato – notte tempo –  inserito in quella, ben più alla moda, della CUL-tura.

Probabilmente ha fiutato il clima generale (quello CUL-turale e politico) e ha deciso che ormai gli argini sono rotti e la sua richiesta è ben più che lecita.

La classifica che sta curando l’esimio giornalista e parlamentare riguarda il fondoschiena delle colleghe donne del Pdl.

Ebbene si, giornalismo d’inchiesta quello dell’ex direttore del quotidiano più letto durante la sosta al bar dei bolognesi!

Del corpo delle donne non si butta via niente (come per il maiale): ciò che non serve al potere e alla politica può essere riciclato per televisione e pubblicità (o viceversa) e quando non c’è più trippa per gatti può tranquillamente venire triturato e sminuzzato per il gossip.

E se – come donna – ti ribelli, probabilmente lo fai perché sei brutta o frigida o femminista incazzata. Gli stereotipi abbondano, straripano e fomentano un clima generale che diventa spazio privilegiato per chi le donne non le rispetta, in pubblico e in privato.

Potrebbe sembrare una goliardata questa del Mazzuca, ma a ben guardare non lo è affatto. Per non parlare di “Panorama” che si è ridotto ad accogliere questo genere di inchieste. Qualcuno forse – come sempre quando si scoperchia la situazione CUL-turale in cui versa questo Paese – dirà che chi si indigna non ha senso dell’umorismo, non ha ironia.

Essendo devota alla Dea Ironia, mi dispiace sempre molto quando viene invocata invano. L’ironia dovrebbe produrre uno smascheramento della realtà mentre questo genere di progetti mi ricorda solo che nella realtà siamo completamente immersi, assuefatti da un mondo che ha deciso di consumare tutto, in maniera asettica e nevrotica, in primis il corpo delle donne.