Calisto Tanzi, ex patron della Parmalat, quasi 73enne, è stato colto da un malore dopo aver appreso la notizia della sua condanna a 8 anni e un mese confermata da parte della Cassazione. Una patologia di origine cardiologica, che l’ha colpito poco dopo l’arrivo del suo avvocato, Giampiero Biancolella, verso le 8 di sera. Tanto che poco dopo è stato indispensabile l’arrivo di un medico cardiologo per una visita.

L’ennesimo colpo di scena di una storia senza fine, iniziata nel dicembre del 2003. E che molto probabilmente giocherà a favore di Tanzi nell’istanza presentata dai propri avvocati difensori per la sospensione della pena nell’attesa dell’assegnazione degli arresti domiciliari. Verso le 22.30, infatti, l’avvocato dell’ex patron Parmalat e il cardiologo hanno lasciato la villa della famiglia Tanzi, ad Alberi di Vigatto, con molta serenità. Segno inequivocabile che Tanzi, almeno per questa notte, non finirà in carcere.

Una cosa però è certa: dopo 7 anni, Calisto tornerà agli arresti, o nella prigione dorata della sua villa, o in carcere. Forse non se l’aspettava neppure lui gli otto anni e un mese. Gli ultimi giorni lo avevano lasciato ben sperare: prima l’assoluzione degli istituti di credito, poi la richiesta del sostituto procuratore generale della corte di Cassazione di ridimensionare la pena. Invece oggi, poco dopo le 16, Calisto Tanzi ha capito che non sarà più un uomo libero.

La sentenza arrivata dalla Cassazione ha praticamente confermato quella già emessa in secondo grado, abbassando però la pena di due anni in quanto alcuni reati sono caduti in prescrizione. Una disposizione che è arrivata poco dopo le 16. L’ora esatta in cui è iniziato il calvario in casa Tanzi. Dentro la villa di Alberi, prima è arrivata una delle figlie di Calisto, Laura, insieme al figlio.

Dopo qualche ora di attesa, la donna ha iniziato a percorrere avanti e indietro, in auto, la piccola stradina di campagna che porta alla casa del padre, quasi per controllare le mosse dei cronisti, che nel frattempo si erano precipitati lì sotto. Poi, dalla villa è uscito un giardiniere alquanto adirato, che ha provato a cacciare con le cattive stampa e curiosi.

Ma in tutto questo Tanzi non si è mai mosso: “Ho saputo, sono tranquillo, ma non voglio commentare”, ha detto al telefono a un giornalista, impenetrabile e freddo come sempre. L’avvocato Giampiero Biancolella è arrivato direttamente da Roma verso le 20.

“Le sentenze della Cassazione non si commentano, si accettano – spiega – La mia prima preoccupazione ora è la salute del mio assistito che rischia di essere compromessa. La situazione che si è venuta a verificare può creare degli squilibri: ha 72 anni e non sta bene. Proprio per questi motivi abbiamo presentato la richiesta di sospensione della pena e dei domiciliari al tribunale di sorveglianza, dato che la legge li prevede per gli ultra 70enni e per motivi di salute. Non ci sono motivi ostativi a questa decisione: è stato ampiamente dimostrato che il pericolo di fuga non esiste ed è una semplice fantasia”. E dopo appena mezz’ora, nella villa di Alberi si è presentato un cardiologo.

Si fa sempre più probabile, quindi, l’ipotesi di una detenzione ai domiciliari. Dove Tanzi ha già scontato un anno. E se alla pena si sottraggono anche i 3 anni previsti dall’indulto, all’ex patron della Parmalat rimarrebbero 4 anni da scontare nella sua villa, circondata da prati verdi e campi da tennis. Non è da escludere, però, che l’ex potente industriale parmigiano venga portato, almeno per un primo periodo, in carcere. Un luogo che Tanzi ha già conosciuto, dal 26 dicembre del 2003 al 9 aprile 2004.

di Caterina Zanirato