Sono stati giorni impegnativi questi per la Polizia municipale di Rimini. Su cinque strutture di asili nidi visitate dal reparto di Polizia amministrativa, infatti, unitamente al personale dell’Ispettorato del lavoro, tre degli asili nidi sono risultati abusi.

Le segnalazioni, arrivate nei mesi scorsi su presunte irregolarità, si sono pertanto rivelate fondate. Nelle strutture abusive, in sostanza non veniva svolto il servizio di nido, con autorizzazioni necessarie per la prima infanzia e personale qualificato, in locali idonei e nel pieno rispetto delle prescrizioni stabilite. Al contrario, si esercitava abusivamente un’attività riconducibile a quella di servizio educativo, a dispetto di quanto dichiarato dai titolari.

La legge è chiara a riguardo: i servizi ricreativi per la prima infanzia sono quei servizi con finalità puramente ricreativa rivolti a bambini di età inferiore a tre anni, che ne fruiscono occasionalmente, con una periodicità massima di due giorni alla settimana ed una frequenza giornaliera non superiore a tre ore, come ad esempio i baby-parking e le ludoteche; attività per le quali non vengono richiesti particolari requisiti se non quelli di igiene e sicurezza. Ma in questi centri gli adulti preposti alla vigilanza dei bambini non necessitano di una qualifica di educatori (come negli asili nidi) e non è possibile somministrare alimenti.

In un centro finito nella ragnatela della Polizia municipale, veniva invece somministrato il pasto facendo consumare alimenti portati da casa da parte di ciascun ospite del centro. Da qui l’intervento di personale dell’Ausl riminese. E non è tutto: gli accertamenti effettuati su una campionatura degli alimenti, trovati in cattivo stato di conservazione, hanno rilevato la presenza di numerosi agenti patogeni.

La conseguenza non poteva che essere un’ordinanza di chiusura per la violazione delle prescrizioni imposte dalla normativa regionale.

Relativamente alla competenza dell’ispettorato del lavoro, invece, si è accertato e sanzionato un caso di lavoro nero ed uno di carenza dei requisiti richiesti per lo svolgimento delle mansioni svolte.