Nuovo stop al contratto separato dei metalmeccanici del 2009. Il tribunale di Modena infatti ha accolto il ricorso della Fiom/Cgil e ha dichiarato legittimo il contratto siglato nel 2008. È il leader della Fiom, Maurizio Landini, ad annunciare una nuova sentenza favorevole alle tute blu della Cgil secondo cui l’unico contratto in vigore “è quello unitario firmato nel 2008 e non quello separato siglato, dopo l’intesa tra Confindustria, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale, nel 2009”.

La sentenza è relativa ai ricorsi presentati per sette aziende: Emmegi, Maserati, Rossi, Glem Gas, Ferrari, Case New Holland e Titan.

Il tribunale, si legge nella sentenza, “dichiara l’antisindacalità del comportamento delle società consistente nell’aver negato la perdurante applicazione del contratto 2008, sottoscritto anche dalla Fiom, applicando l’accordo separato del 2009”.

Dopo mesi di annunci le denunce sono partite lo scorso gennaio. Nel campione inizialmente vi erano solo cinque aziende, ad esclusione della Fiat. Dopo Pomigliano e Mirafiori, tuttavia, ma soprattutto dopo la denuncia perpetrata ai danni dell’organizzazione sindacale per l’effettuazione di scioperi durante i sabati comandati alla Cnh di Modena, la Fiom modenese non si è potuta esimere dall’includere anche gli stabilimenti geminiani della principale casa automobilista italiana. Oltre a Cnh e Maserati, dunque la Ferrari, nei confronti della quale sono scattate due denunce per condotta antisindacale (ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori): una all’azienda, l’altra a carico del presidente della Casa del Cavallino Rampante Luca Cordero di Montezemolo. Motivazione? L’assemblea tenuta con i lavoratori della Ferrari nell’ottobre scorso. In quella sede, infatti, Montezemolo incontrò i tremila dipendenti della Ferrari, per condividere con loro la situazione di mercato e gli obiettivi ma anche per ribadire l’unicità dell’azienda anche nei rapporti con i suoi collaboratori.

“Abbiamo salvaguardato tutti i posti di lavoro – disse Montezemolo in quell’occasione – ora dobbiamo affrontare insieme le nuove opportunità di mercato”. Montezemolo, in quella sede, parlò a lungo. Dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso a qualcuno, come Giordano Fiorani, segretario provinciale della Fiom/Cgil di Modena che, all’indomani, dichiarò pubblicamente che quanto affermato da Montezemolo fosse “di una gravità inaudita. Ritengo – sono le parole di Fiorani allora – che quando si arriva a convocare un’assemblea dei lavoratori per denigrare le loro rappresentanze, quando le si accusa di remare contro, quando poi si afferma che vanno in malattia e utilizzano i permessi sindacali in modo improprio, si traccia un solco che è difficile poi riuscire a colmare. Se queste affermazioni dovessero essere confermate, credo non mi rimanga altro che tutelare i delegati, gli iscritti e gli attivisti in tutte le sedi necessarie”.

E così è stato. Il Tribunale di Modena oggi si espresso ordinando la “rimozione degli effetti mediante applicazione del contratto 2008” a tutti i lavoratori, a quelli iscritti alla Fiom e ai non iscritti ad “alcun sindacato”.

Il giudice ha inoltre “censurato” anche il comportamento delle aziende che avevano richiesto ai lavoratori non iscritti ad alcun sindacato il versamento della contribuzione straordinaria in favore di Fim e Uilm per il contratto 2009 “omettendo – si legge – di informare i lavoratori stessi della contemporanea applicazione in azienda del contratto 2008”. Le sette aziende, ora – si legge ancora nel dispositivo della sentenza – dovranno inviare un impegno “scritto” sull’applicazione del contratto 2008 alla Fiom, ai suoi iscritti e ai non iscritti ad alcun sindacato che “non manifestino adesione al contratto 2009”.

“La sentenza – conclude il rappresentante sindacale nazionale Landini – dimostra che la strada degli accordi separati aumenta i problemi anziché risolverli. E si riafferma la necessità che sulla rappresentanza e rappresentatività si arrivi a una soluzione certa, fino ad arrivare a una legislazione in materia. Proponiamo a Federmeccanica e Fim e Uilm di avviare su tale materia un confronto per impedire il protrarsi della pratica degli accordi separati, per il bene delle lavoratrici e dei lavoratori”.