Perché l’ultrasettantenne presidente del Consiglio sente il bisogno, in ogni sua uscita pubblica, di condire le sue dichiarazioni con barzellette oscene e battute volgari? Non lo sappiamo, ma quel che è certo è che il linguaggio del presidente del Consiglio sta diventando un problema politico. E’ successo ancora nell’ennesimo fuori onda, trasmesso questa volta da Annozero, e registrato da una fonte ignota a margine di un evento pubblico in cui il Cavaliere, ancora una volta, ha dato il meglio di sé.

I fatti. Berlusconi è appoggiato allo stipite di un cancello. Di fronte al premier si accalcano i giornalisti che gli chiedono cosa pensi dell’allenatore del Milan. “Presidente, Allegri è come Capello?”, chiede un cronista. Berlusconi evidentemente ha voglia di scherzare. “Sono vecchio, sto perdendo la memoria”, dice. Fino a qui tutto bene, ma subito dopo l’incontenibile premier “mette il carico” con una delle sue battute più volgari, apparentemente autoironica. “Questa mattina – racconta Berlusconi – stavo inseguendo la mia segretaria per farmela sul tavolo e mi ha detto: ‘Presidente, lo abbiamo fatto due ore fa’. Le ho detto: ‘Vedi, è la memoria che mi fa difetto’”.

Il premier non si preoccupa però del linguaggio delle sue esternazioni. Ma a preoccupare di più, oltre a Berlusconi ovviamente, è l’atteggiamento dei colleghi giornalisti che assistono alla colorita stroriellina. Durante la performance del Cavaliere, infatti, si sente chiaramente la voce di una cronista dire “No, No. Questa la taglio”. Come se rispondesse all’ordine di qualcuno dello staff del presidente che improvvisamente si rende conto di ciò che sta uscendo dalla bocca del capo.

Dopo un primo momento di compiacimento, forse anche Berlusconi si rende conto di quello che ha appena raccontato e si lascia sfuggire un “Se lo scrivete, siete …”. Per tutta risposta si sentono i giornalisti presenti dire in coro “No, no. Questa no. Tranquillo presidente”.

E così è stato, almeno fino alla puntata del programma condotto da Michele Santoro. Nonostante, come si sente dalle voci, ci fossero diverse persone ad ascoltare il premier, nessuno si è mai sognato di divulgare le affermazioni. Non una riga e nemmeno un’inquadratura di frasi di assoluto interesse pubblico. Che dimostrano in sostanza due cose: lo stato in cui versa il presidente del Consiglio e il grado di asservimento della classe giornalistica che, invece di dare tutte le notizie che trova, ascolta la voce del padrone. Voce, come mostrano le immagini, sempre più sguaiata.