Il deputato Pdl, Remigio Ceroni propone di modificare l’articolo 1 della Costituzione

“L’attività del Parlamento viene spesso mortificata”. Per questo il deputato Pdl, Remigio Ceroni propone di modificare l’articolo 1 della Costituzione. Che diventerebbe: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento“. Titolare “supremo” della rappresentanza politica della volontà popolare, espressa con le elezioni. “Gli suggerirei di scrivere direttamente che la Repubblica italiana è fondata su Scilipoti…”, ha commentato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Ma il deputato Pdl ha già presentato nei giorni scorsi una proposta di legge, per bloccare “il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica”, ha spiegato. Un’iniziativa fatta a titolo personale, sottolinea Ceroni, “Non ne ho parlato con Berlusconi né con altri dirigenti del Pdl”.

La proposta non ha infatti suscitato scalpore nella maggioranza. ”Credo che in Parlamento di iniziative di singoli parlamentari ce ne siano oltre 15mila”, ha commentato Maurizio Lupi,  vicepresidente della Camera, “Se dovessimo aprire un dibattito su ognuna non ne usciremmo più. Pensiamo a discutere di cose più serie”.

Ma Ceroni, nella sua proposta, fa riferimento persino a Giorgio Napolitano. “Spesso ci troviamo”, ha spiegato Ceroni, “Dopo aver approvato una legge, con il presidente della Repubblica che non la controfirma. Dobbiamo ripristinare gerarchia ed equilibrio dei poteri, in assenza del quale, si deve riportare l’ordine“. Una polemica non troppo velata con Napolitano, di cui il deputato Pdl dice: “L’ho votato, ho stima della sua storia e delle sue qualità ma non ho gradito alcune ingerenze, alcuni punti di vista fatti trapelare, al momento della valutazione delle leggi da parte del Parlamento con una conseguente influenza sul nostro lavoro”. Ingerenza che non verrebbe soltanto dal presidente della Repubblica, secondo Ceroni, che cita anche la Corte Costituzionale che “ad esempio, sul lodo Alfano si è pronunciata prima in un modo e poi in un altro esprimendo posizioni politiche”. Oppure ancora i magistrati che “mentre si discute una legge, sparano a zero su un provvedimento. Questa non è una ingerenza?”.

E alcune parole Ceroni le spende anche per chiarire la sua posizione riguardo alle consultazioni dirette: “Spesso se ne è abusato. Raccogliere 500mila firme non è difficile, ma non è detto che porti effetti positivi. Potremmo indire referendum su ogni legge”. Come quello del prossimo giugno, in cui il deputato Pdl dubita “che si raggiungerà il numero di votanti che possa convalidare la tornata, dopo l’emendamento approvato ieri, sul nucleare”. Uno stop con non poche ricadute, quindi, ma che non è definitivo. Si tratta più di “una seria e doverosa ulteriore pausa di riflessione”. “E significa che siamo attenti agli umori della gente“, ha aggiunto Ceroni. Umori necessari da assecondare, soprattutto in periodo di elezioni amministrative. “Quando in un Paese ci sono forze politiche rigide, la cui unica attività è strumentalizzare giornalmente tutto”, conclude il deputato, “Bisogna comunque adeguarsi e fare fronte alle necessità”.

Dall’opposizione arrivano a Ceroni suggerimenti ironici. “Scrivano ‘La Repubblica italiana è fondata su Scilipoti’…”, ha commentato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Il riferimento è al parlamentare che nel dicembre 2010 ha lasciato l’IdV per fondare il gruppo misto dei Responsabili e, ancora dalle fila dell’opposizione, ha votato la fiducia ak governo. “Vogliono rifare la Costituzione?”, gli ha fatto eco il leader di Sel, Nichi Vendola, “Propongo allora che scrivano la verità: l’Italia è una repubblica televisiva fondata sulla compravendita dei parlamentari”. Non riesce invece proprio a scherzare Leoluca Orlando, portavoce dell’IdV, che dichiara: “Come recita l’articolo 1, la sovranità appartiene al Popolo e non al dittatore del bunga bunga. Dal Pdl arriva un vero e proprio attentato alla Costituzione”.