Il ministro dell'Interno Maroni a colloquio con il suo omologo francese

Il braccio di ferro tra Italia e Unione europea in tema di immigrazione continua. Dopo la bocciatura della proposta italo-maltese di estendere il permesso di soggiorno temporaneo per i migranti provenienti dal Nord Africa al resto del Continente, il ministro dell’Interno Roberto Maroni torna sull’esito, a suo dire “deludente”, dell’incontro di ieri in Lussemburgo: “Un’occasione persa sul piano della solidarietà europea”. “Io ho distinto  – ha spiegato – tra il ruolo della Commissione che ho sentito sempre vicina, la commissaria Malmstrom con cui ho dialogato sin dall’inizio di febbraio sul ruolo dell’Europa e i paesi europei e l’atteggiamento che hanno assunto nei nostri confronti”, ha detto il titolare del Viminale a Modena dove si trova per presentare il patto della sicurezza.

Il fenomeno migratorio in corso non è, secondo il ministro dell’Interno, “solo immigrazione clandestina, ma è sociale, geopolitico, una rivoluzione che molti paesi europei non sono in grado di comprendere, la considerano solo una questione di immigrazione clandestina di competenza dell’Italia, non è così”. Per questo oggi il presidente della commissione Ue José Manuel Barroso ha incontrato il primo ministro tunisino Beji Caied Essebsi . “L’Europa è pronta ad aiutarvi con mezzi supplementari”, ha detto Barroso, “Ma è necessario che prima le autorità tunisine prendano impegni precisi e accettino il rinvio di propri cittadini che si trovano in maniera irregolare nei paesi europei”.

Quanto alla possibilità, paventata ieri, di abbandonare l’Europa a causa dell’atteggiamento di chiusura rispetto all’immigrazione, Maroni ha aggiunto: “Non devo confermare niente, non è che ogni giorno devo confermare quello che ho detto il giorno precedente: ieri c’è stata questa vicenda che mi ha lasciato molto deluso, non ci sono novità”.

Getta acqua sul fuoco il ministro degli Esteri Franco Frattini. “Sull’Europa – ha detto il titolare della Farnesina prima di partecipare in Lussemburgo alla riunione sulla crisi libica insieme agli altri capi delle diplomazie europee – bisogna avere nervi saldi” perché per l’Italia l’Ue è “una straordinaria opportunità”. Completamente d’accordo con il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Frattini ha dichiarato che “con l’Europa non si scherza”. Quindi, “avanti nell’Unione facendo valere un ruolo europeo che purtroppo non c’è stato”. Quanto a Maroni, “non credo che il ministro abbia detto che dobbiamo lasciare l’Europa – ha commentato Frattini -. Ha espresso la sua forte delusione in un momento di delusione, di ira e di rabbia che possiamo comprendere, ma dobbiamo avere nervi saldi”.

Anche per il ministro della Giustizia Angelino Alfano, “quella di ieri è stata “una brutta pagina” per l’Italia in Europa, anche se bisogna distinguere “fra istituzioni europee e singoli Stati”. Infatti, “se è vero che “c’è un evidente problema di mancanza di solidarietà fra Stati”, le istituzioni Ue sono state salvate anche dal ministro Maroni, che ieri ha parlato della commissaria Malmstrom come di “un’interlocutrice concreta e comprensiva”.

Meno moderata invece la posizione del partito di Maroni, la Lega Nord. “Dobbiamo mandarli a casa tutti” è stato il commento lapidario del leader Umberto Bossi. Poco prima Marco Reguzzoni, presidente dei deputati del Carroccio, aveva ribadito tutto il suo disappunto per la posizione dell’Unione Europa sulla gestione dell’emergenza immigrati sulle coste italiane, richiamando “alle proprie responsabilità” Francia e Germania. “L’Europa fa orecchie da mercante – ha detto Reguzzoni -. Dimostra di essere l’Europa dei burocrati e dei banchieri e di non ascoltare le esigenze vere della politica”.

Per Reguzzoni, quella del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha paventato l’uscita dell’Italia dalla Ue, “è una reazione comprensibile e adeguata, “una provocazione a questa Europa che fa finta di non vedere che c’è un problema immenso che può essere affrontato solo in chiave continentale, in chiave europea”.

“Francia e Germania – ha aggiunto – devono comportarsi con coerenza rispetto alle loro posizioni in sede europea, aiutandoci a impedire gli sbarchi degli immigrati. Noi speriamo che i Paesi principali dell’Europa tornino sulle loro posizioni e affrontino i problemi reali con la concretezza che è necessaria”.

Duro il commento nei confronti dei francesi: “La Francia non può pensare di bombardare la Libia e lasciare all’Italia l’incombenza degli immigrati. Fa bene Maroni a porre la questione”.

Sulla questione il Carroccio sembra ricompattarsi attorno al ministro dell’Interno. “Bisogna porre mano ai problemi concreti – ha affermato il capogruppo della Lega – e far capire che queste povere persone che non c’è spazio per offrire loro lavoro. ‘Fora da i ball’? La posizione di Bossi e della Lega è coerente”.

Nel dibattito è intervenuta anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, fermamente contraria all’uscita dall’Unione europea. La soluzione alle diversità di vedute tra Italia ed Europa sul problema dei flussi migratori dal Nord Africa, “non può essere uscire dall’Europa”, ha detto l’industriale a margine della giornata di inaugurazione del Salone internazionale del mobile di Milano. Che l’Ue, tuttavia, bocci le decisioni prese sul tema dall’Italia, “credo che non sia giusto. Serve una volontà europea per affrontare questo problema. Non può essere lasciato solo all’Italia, soltanto perchè siamo il paese vicino alla Libia”. Però “dall’altra parte -ha evidenziato il numero uno di viale dell’Astronomia- la soluzione non può essere uscire dall’Europa, ma insistere perchè ci sia una politica europea comune sull’immigrazione”.