Il progetto Stuttgart 21, un nuovo polo ferroviario per l’alta velocità nel parco centrale di Stoccarda

Il nuovo colpo al potere e al futuro della cancelliera tedesca Angela Merkel viene da temi ambientali. Il nucleare e la controversa grande opera Stuttgart 21 rischiano di far perdere alla Cdu il governo del Baden Wurttemberg, regione molto importante e storicamente democristiana che ha come capitale Stoccarda. Se questa sera alla chiusura delle urne il pronostico si avverasse, ai democristiani resterebbe come solido bastione soltanto la Baviera.

Sembra quasi uno scherzo del destino che nella regione patria della Mercedes, la partita delle elezioni del Landtag (parlamento) si stia giocando proprio sui temi cari agli ambientalisti. La regione infatti ospita quattro dei diciassette reattori nucleari tedeschi dai quali dipende la metà dell’energia consumata nello stato. I timori e le paure provocati dal disastro giapponese sono arrivati anche qui e la sospensione del nucleare annunciata negli scorsi giorni dalla cancelliera è stata letta in chiave difensiva ed elettorale.

La Cdu paga caro in termini di consenso il suo tradizionale sostegno all’atomo. Se nel 2001 l’allora capo del governo socialdemocratico Schroeder aveva fissato come termine di chiusura per le centrali nucleari il 2020, nel 2009 i cristiano democratici hanno posticipato il termine di dieci anni. Una scelta controversa che ha destato ampi malumori diventati travolgenti dopo le tragiche notizie arrivate dal Giappone. Ma nel capoluogo della regione il tema centrale del dibattito politico è rappresentato dal costoso progetto Stuttgart 21 che prevede la costruzione di un nuovo polo ferroviario per l’alta velocità nel parco centrale di Stoccarda. L’obiettivo è la riconversione dell’attuale stazione dei treni in superficie – stazione di testa a 16 binari – in un polo sotterraneo passante a 8 binari. Si prevedeva la costruzione di 16 gallerie per un totale di 33 chilometri per un costo complessivo di un miliardo di euro. A quindici anni di distanza, il progetto è rimasto identico, ma i costi ufficiali sono già quintuplicati e non accennano a fermarsi nel futuro prossimo. Un’opera calata dall’alto dal governo centrale senza la consultazione della popolazione locale che di fronte all’ inizio della distruzione del parco, tra agosto e settembre, ha iniziato a protestare nelle strade.

Di fronte al silenzio e alla spaccatura della Spd, sono stati proprio i Verdi a cavalcare l’onda della protesta riuscendo a guadagnare grandi consensi. Basta pensare che i sondaggi li danno fino al 25 per cento su base regionale, percentuale più che raddoppiata rispetto al 2006. Stando ai sondaggi, pur rimanendo il primo partito la Cdu perderà punti e ci sarà il calo degli alleati liberali, mentre sul fronte opposto i Verdi potrebbero diventare il secondo partito scavalcando anche i social – democratici. L’accordo Spd Verdi per il nuovo governo del Baden Wurtemberg è praticamente fatto e l’incertezza riguarda soltanto la guida della coalizione. Se i Verdi prenderanno più voti della Spd (sono dati al 24 per cento – 25 per cento ciascuno ) a Stoccarda si insedierà il primo presidente verde di un Land tedesco. E il progetto dell’Alta Velocità a Stoccarda, anche se i lavori sono già cominciati, potrebbe essere fermato.

(ha collaborato Simone Bauducco)