Camera - federalismo fiscale municipale Nella foto: Umberto Bossi

Il decreto di attuazione del federalismo che riguarda le regioni è passato con 15 voti a favore, quattro contrari e 10 astenuti. Ad astenersi il Partito democratico. Ventinove i presenti al momento della votazione. I voti contrari sono stati quattro, l’Idv più il Terzo Polo (tranne Linda Lanzillotta che si è dovuta assentare al momento del voto) e le astensioni del Pd sono state dieci.
Subito arrivano i primi commenti delle parti politiche. “Molto bene. Un ottimo lavoro di squadra nel Pd ha portato ad un sostanziale miglioramento del testo e al nostro conseguente voto di astensione”. E’ il commento del capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini.

Soddisfazione anche da parte leghista. “Oggi è una bella giornata per il federalismo. Il sì della commissione bicamerale al fisco regionale è un passaggio fondamentale per la realizzazione del federalismo fiscale, ormai sempre più vicino. Altro elemento positivo è l’astensione del Pd che testimonia la possibilità del dialogo su temi importanti per il paese e per tutti i cittadini. Ma il nostro primo pensiero va a Umberto Bossi, è solo grazie a lui se siamo riusciti a tagliare anche questo traguardo. Un ringraziamento particolare va anche al ministro Roberto Calderoli per il prezioso lavoro che ha svolto in tutte le fasi della riforma”, dichiara Federico Bricolo, presidente della Lega Nord a Palazzo Madama.

Il sì della bicamerale era stato in qualche modo anticipato in mattinata dal presidente della Conferenza per le Regioni, Vasco Errani ”dopo un lungo impegno, serio e convinto, delle Regioni, ci sono le condizioni per affermare che il Governo rispetta tutti i punti dell’accordo del 16 dicembre 2010, a partire dai 425 milioni di euro fuori dal Patto di stabilità per il trasporto pubblico locale” aggiungendo “per le Regioni l’accordo su federalismo c’è”.

Le novità più importanti introdotte nel decreto è certamente lo slittamento al 2013 per lo sblocco delle addizionali regionali sull’Irpef. Viene anche approvato un emendamento del Partito democratico che introduce l’impegno a rivedere a decorrere dal 2012 i tagli imposti dalla manovra della scorsa estate ma solo per quelle regioni in linea con gli obiettivi del patto di stabilità interno.

Più in generale poi arriva l’auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini: “Mi auguro che la Lega e il Pdl non facciano cadere nel vuoto quello che ha detto il Presidente Napolitano qualche giorno fa” e ancora “l’Italia non rischia la secessione tra il Nord e il Sud ma piuttosto una situazione come quella del Belgio che vive una condizione di separatezza, dobbiamo lavorare per saldare le linee di frattura possibili”.