“Oggi abbiamo registrato una forte chiusura al dialogo da parte dell’azienda, a fronte di legittime richieste presentate dal Ministero, dalla Regione e dalle altre Istituzioni, dal sindacato. E’ necessario un impegno aggiuntivo da parte della proprietà per mettere al primo posto l’obiettivo del lavoro e della reindustrializzazione del sito con nuove e vere soluzioni industriali. In linea con quanto previsto dall’accordo del 18 febbraio che va rispettato in ogni sua parte“. Lo ha detto l’assessore regionale alle attivita’ produttive dell’Emilia Romagna, Giancarlo Muzzarelli, al termine dell’incontro svoltosi oggi a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico sull’Omsa di Faenza.

Obiettivo dell’incontro, verificare lo stato di attuazione dell’accordo dello scorso 18 febbraio, in particolare per quanto riguarda il percorso incentivante alla mobilità, le prospettive di reindustrializzazione e la continuità produttiva del sito industriale.

“Abbiamo dovuto constatare – sottolinea Muzzarelli – che ad oggi non esiste alcuna concreta ipotesi di reindustrializzazione. L’azienda si è impegnata ad individuare rapidamente un nuovo advisor, ma la volontà non basta, il tempo corre ed è necessaria una maggiore concretezza”.

Chiusura da parte dell’azienda – sottolinea la Regione – anche sul fronte della concessione della mobilita’ retribuita ad ulteriori 25 dipendenti (oltre agli 80 posti gia’ previsti dall’accordo del 18 febbraio e tutti coperti) che ne avevano fatto richiesta. Per quanto riguarda la cassa integrazione la proprieta’ ha annunciato che presentera’ domanda al Ministero del lavoro per ottenerne la prosecuzione per un altro anno a beneficio dei 242 dipendenti rimasti.

“Il sottrarsi dell’Omsa agli impegni presi porterà ad una radicalizzazione dello scontro che produrrà tensioni sociali i cui effetti non sono prevedibili”. E’ quanto dichiara il segretario regionale della Filctem Cgil Emilia Romagna, Giordano Giovannini, commentando l’incontro al ministero dello sviluppo economico sulla vertenza Omsa che ha visto una chiusura sulla trattativa da parte dell’azienda di Faenza. Domani, alle 18, e’ prevista l’assemblea delle lavoratrici per decidere il da farsi. Per la Cgil, da parte dell’azienda sono arrivati solo dei no: l’azienda – conclude il sindacato – ha lasciato il tavolo istituzionale con un nulla di fatto, sia rispetto all’incentivo all’esodo dei 25 lavoratori eccedenti le 80 domande, sia rispetto all’atto unilaterale di fermare da questa mattina le macchine di tessitura.