Migranti a Lampedusa

Sono quasi 3.800 i migranti presenti a Lampedusa, dopo i quindici sbarchi avvenuti tra ieri e questa mattina che hanno riversato sull’isola altri 1.200 migranti. La situazione resta dunque difficile, con decine di migranti in giro per il paese e la gente del posto che continua a chiederne il trasferimento. In 300 dovrebbero partire nel pomeriggio con due voli, ma tutti gli altri resteranno ancora sull’isola, dove non è ancora arrivato il traghetto partito da Porto Empedocle – a causa delle cattive condizioni meteo – sul quale sono state caricate le tende e i bagni chimici per allestire una tendopoli da circa 500 posti. Al Centro di accoglienza, intanto, la situazione è sempre più a rischio: ci sono 2600 persone a fronte di una capacità di 850 posti. Gli altri migranti presenti sull’isola sono ospitati nella Casa fraternità della parrocchia e in un albergo.

”Abbiamo già predisposto una task force che ha il compito di monitorare tutti gli aspetti sanitari di nostra competenza – ha detto l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo -. Lunedì arriveranno a Lampedusa due dirigenti dell’assessorato per una verifica della situazione, gli ospedali e gli operatori sanitari sono già allertati e ci stiamo attivando per mettere tempestivamente a disposizione sull’isola un secondo elicottero per il trasporto degli ammalati, come ci è stato richiesto a gran voce dal sindaco di Lampedusa De Rubeis“. “Ho già scritto una lettera al ministro Maroni – ha aggiunto Russo – per chiedere la piena solidarietà dell’intero Paese di fronte a una tragedia che anche sotto l’aspetto delle risorse economiche non può certo gravare per intero solo sulla Sicilia e gli ho sollecitato anche un coordinamento degli interventi umanitari per meglio fronteggiare la situazione. Mi auguro, oltretutto, che venga subito scartata l’ipotesi di allestire una tendopoli a Lampedusa che rischierebbe di compromettere le condizioni socio sanitarie”.

Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo ha espresso la sua preoccupazione per la posizione di Lampedusa rispetto alla situazione libica: “Con Gheddafi che minaccia ritorsioni, non c’è da stare tranquilli. Facciamoci il segno della croce, perché le annunciate ritorsioni avrebbero ripercussioni sul nostro territorio”. Il presidente della Regione siciliana ha aggiunto: “I timori legati a quello che sta accadendo ci sono ma mi auguro non accada nulla. La Sicilia ha un ruolo geograficamente strategico e come sempre offrirà il proprio contributo consistente nella concessione delle basi militari”. “Siamo a poche decine di chilometri dal nord Africa – ha concluso Lombardo – ed esposti quasi passivamente agli eventi. Speriamo non ci sia una nuova Lampedusa come nell’86”.

Lombardo si è rivolto anche al governo a cui ha chiesto un immediato intervento: ”Siamo solidali con gli abitanti di Lampedusa nell’invocare l’intervento del governo. Che cosa ha fatto l’esecutivo per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione? Niente”. “Qualche giorno fa qualcuno lamentava un certo allarmismo, dicendo che i 10 o i 100 mila arrivi erano numeri inventati. In effetti si prevedeva un esodo così massiccio dal nord Africa – ha aggiunto – ma il governo non è intervenuto. Avrebbe potuto requisire non solo il Villaggio degli Aranci a Mineo, ma un pò di navi da crociera ed imbarcare direttamente lì le persone, piuttosto che pensare ad una tendopoli a Lampedusa”. “L’isola è al collasso – ha concluso – e rischia di distruggere la propria economia, e la prospettiva di una stagione turistica”.