Manifesti, volantini, spot radio e tv, una molteplicità di forme comunicative che racchiudono un unico messaggio, lanciato proprio in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia: le mafie sono un elemento strutturale di questo Paese, da Nord a Sud. “Nessuno può sentirsi escluso – recita la campagna- nessuno può pensare di non avere responsabilità. Fingere che le mafie non ci siano, non è risolvere il problema”. L’iniziativa è dell’associazione Dasud che ha tappezzato i muri, a partire dalla capitale, di manifesti che denunciano il potere mafioso e le connivenze con il potere politico ed economico.

“Il nostro obiettivo – spiega il portavoce Danilo Chirico, giornalista e scrittore – è raccontare durante le celebrazioni l’unico elemento che tiene insieme il nostro paese: la presenza delle organizzazioni criminali. Un patto di sangue che ha caratterizzato gli anni dell’unità di Italia così come lo sbarco degli alleati in Sicilia, da sempre con varie forme le mafie hanno avuto un ruolo decisivo nella costruzione del sistema Italia”. Le celebrazioni dell’unità di Italia diventano l’occasione per una denuncia che vuole evidenziare come le mafie oggi siano sempre più un’agenzia di servizi che mediano il nostro quotidiano.

“ Se vogliamo capire i problemi strutturali del nostro paese, indagare le questioni aperte dal lavoro all’economia, dalla redistribuzione delle ricchezze all’erogazione dei servizi dobbiamo inevitabilmente affrontare il tema del radicamento delle mafie”. Tra i manifesti c’è uno in particolare che, come gli altri, sollecita il cittadino a una scelta. Il titolo è “Adesso è l’ora di scegliere”, in bella vista ci sono tre coppie di personaggi. In alto “I Padri della patria” Pippo Fava, intellettuale e giornalista, ucciso dalla mafia catanese nel 1984, e Giuseppe Valarioti, professore e politico, ammazzato dalla ‘ndrangheta nel 1980. Più sotto “I padrini della patria” due latitanti Michele Zagaria e Matteo Messina Denaro. Chiude un’insolita coppia Berlusconi e Marchionne definiti “I padroni della patria”.

“ In questo manifesto – conclude Chirico – c’è la nostra meglio gioventù, i nostri riferimenti culturali come Fava e Valarioti. I due boss, invece, incarnano il modello mafioso, criminale in combutta con il potere economico. In ultimo Berlusconi e Marchionne che rappresentano la destrutturazione dei diritti, il disfacimento delle tutele e delle garanzie per lavoratori e la sottrazione di futuro per le giovani generazioni”.

Le organizzazioni criminali rappresentano, quindi, un elemento strutturante e unitario come dimostrano le numerose inchieste che indagano e denunciano il potere mafioso nel settentrione di Italia. La campagna virale ‘”Le mafie ci uniscono” prevede la partecipazione dei cittadini. I manifesti affissi sono anche cartoline che i promotori dell’iniziativa hanno inviato a personalità di spicco della scena politica ed economica nel nostro paese. Da Berlusconi a Marchionne da Maroni a Violante. Chiunque può dal sito dell’associazione procedere all’invio per festeggiare, con una denuncia ed una provocazione civile, l’unità di Italia.