Italiani, mi piacete! Astuti, longevi, pieni di buon gusto e di charme e con il senso dello Stato di una mangusta scema. Mi piace aprire i giornali e leggere cose che voi umani non potete neppure immaginare…

Nel 2010 il nostro dolce governo ha confermato i finanziamenti per le fonti rinnovabili (eolico, solare, idrico, biomasse) fino al 2012. Ora il governo approva una legge che blocca i grandi impianti che non saranno costruiti e allacciati alla rete entro il 30 maggio. Per costruire un impianto ci vogliono mesi, se è grande un anno. Così migliaia di impianti in via d’autorizzazione, che sono già costati complessivamente centinaia di milioni di euro per i terreni e la progettazione, non si faranno più. E le aziende che avevano investito sulle fonti rinnovabili, e che stavano decollando, si trovano con i contratti che saltano con perdite di fatturato che arrivano all’80%. La legge colpisce in modo particolare i grandi impianti ma getta nel caos tutto il comparto, visto che non si danno tempi certi per la durata dei finanziamenti anche ai piccoli impianti. In questi giorni molte aziende stanno chiudendo. Si parla di migliaia di licenziati in un settore che con l’indotto conta 115 mila dipendenti.

Ma lasciamo perdere la disoccupazione e il suicidio energetico e ambientale che questa decisione porta con sé… E lasciamo perdere le sordide ragioni petrolifero-nucleari che ci stanno dietro… Vorrei concentrare l’attenzione solo su un punto: come fa un governo a dire ai cittadini che finanzierà gli impianti fino al 2012 e poi cambiare idea e mandare rovinati quei cittadini che hanno creduto al suo impegno? Siamo all’abuso di potere, al tradimento di fronte al nemico sul campo di battaglia… Tacciono i Tg, ne parlano poco i giornali, quasi niente i politici progressisti. Anzi, a dire il vero un consistente manipolo del centrosinistra si è dimostrato entusiasta che si facesse finalmente fuori quel che restava della legge Prodi che finanziava al 100% gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili.

Ma, attenzione, non è certo la prima volta che lo Stato Italiano tradisce le sue stesse leggi. Anzi, a ben guardare il nostro beneamato Stato, a prescindere dalle bandiere dei partiti al Governo, se n’è sempre fatto un baffo delle leggi. Le leggi sono per i cittadini. Se apro un ristorante devo fornire precise prove tecniche su igiene, solidità, criteri costruttivi… Lo Stato manda i nostri figli dentro scuole che troppo spesso sono fatiscenti. Ogni tanto ne muore qualcuno, ma che ci possiamo fare? Tocca che i figlioli vadano a scuola. E le prigioni? Trovatemene una che rispetti i criteri di affollamento massimo stabiliti dalle Asl. Ma anche i postini non potrebbero distribuire la posta se dovessero rispettare il regolamento che stabilisce che devono girare con la borsa delle lettere chiusa. E’ tutto così.

Poi ci sono gli episodi eclatanti. Anni fa dei buontemponi decisero di prendere i soldi che l’Unione Europea ci imponeva di destinare allo sviluppo delle energie rinnovabili e di dirottarli nelle tasche dei petrolieri. Dissero: noi finanziamo con questi soldi le fonti rinnovabili e quelle equiparate. Quell’equiparate nel testo della legge sembrava innocuo. A spiegarlo c’era un oscuro documento, tenuto separato per non incappare nelle ire dell’Unione Europea. Su questo documento, noto come Cip6, si spiegava che venivano equiparate alle fonti rinnovabili le produzioni di energia elettrica ottenute dalla combustione di gas, scarti del petrolio e immondizia (che siccome la fai tutti i giorni è rinnovabile!).

Poi c’è la storia di Francesco Di Stefano che vince un concorso di Stato per la concessione di due reti televisive terrestri, mentre Rete 4 viene bocciata perché mancante di requisiti sufficienti. Ma Europa 7 non avrà mai le sue frequenze e invece Rete 4 continuerà a trasmettere. E poi ci sono quei poveri disgraziati di imprenditori che forniscono alla polizia le tecnologie per le intercettazioni. Siccome i politici non ne possono più di queste intercettazioni sono cinque anni che non li pagano. Vantano un credito di più di 500 milioni di euro ma chissenefrega… Perché mai lo Stato dovrebbe pagare quel che decide di comprare? Lo Stato ha i caccia bombardieri e le portaerei. Ha i lagunari con dei mitragliatori che fanno impressione solo a guardarli. Se vuole paga, se non vuole non paga. A noi italiani lo stato piace così: bello e impossibile!

Ps: c’è chi sostiene che i pannelli fotovoltaici sono una bufala perché hanno un tale costo energetico nella fase produttiva da renderli sconvenienti. È falso. Infatti il costo energetico dei pannelli sta via via diminuendo grazie a nuove rivoluzionarie tecnologie. Mi sono rivolto al grandissimo professor Maurizio Fauri dell’università di Trento per avere dati precisi. Il tempo di ritorno dell’energia utilizzata per la costruzione dei moduli è ormai al di sotto dei quattro anni per il policristallino e a tre anni per il film sottile, ma stanno uscendo nuovi pannelli che riducono rispettivamente a poco più di due anni e di un anno i tempi di ammortamento energetico. Ad oggi, alcuni costruttori garantiscono un rendimento dell’80% dei moduli dopo 25 anni di funzionamento. Si può affermare che dopo 30 anni il rendimento dei moduli attualmente in commercio supera il 70% di rendimento (perdite inferiori al 30%) e quindi per 50 anni, estrapolando un decadimento lineare, si può ipotizzare un rendimento dei moduli del 50-60% (perdite del 40-50%).