Armi all’interno dei campus americani. Il progetto di legge arriva da Jeff  Wentworth, senatore repubblicano dello Stato del Texas.  Attualmente, la legge vieta la detenzione di armi da fuoco nei “luoghi dedicati all’insegnamento superiore” ma già altri sette Stati, si sono uniti alla discussione in atto in Texas. L’idea, un po’ singolare, si propone di evitare le stragi che negli ultimi anni hanno insanguinato le scuole degli Stati Uniti. Su tutte quella del 16 aprile del 2007. Allora il Politecnico della Virginia fu segnato da uno dei peggiori massacri compiuti da un singolo individuo: Seung-Hui Cho, uno studente affetto da disturbi mentali, uccise 32 persone all’interno del campus e ne ferì molte altre. Una tragedia di tale portata da far “sbiadire” persino il ricordo di quella verificatasi nel 1999, nel distretto di Columbine nel Colorado, dove le vittime della sparatoria nella locale High School, furono 13. “Non voglio che in Texas si ripeta ciò che è accaduto al Virginia Tech”, dice  Wentworth. Quindi prosegue: “Al momento le cosiddette “zone senza armi” dovrebbero essere ribattezzate “Zone delle Vittime”. Secondo il senatore, dunque, il principio sarebbe quello di riuscire a evitare eventuali massacri, dando la possibilità agli studenti di difendersi da soli, senza dover attendere l’arrivo della polizia. “Quando la salvezza è legata ai secondi – dice ancora Wentworth – non ci si può permettere di attendere i minuti che impiega la polizia ad arrivare”.

Simili progetti di legge, va detto, erano stati in precedenza rifiutati da altri Stati, come la Louisiana che nel 2009 aveva votato contro la proposta di rendere legale il porto d’armi all’interno dei campus. Tuttavia, dopo la strage di Tucson in Arizona, in cui è stata gravemente ferita la deputata democratica Gabrielle Giffords e che ha già fatto segnare un aumento delle vendite di pistole, in particolare le Glock, particolarmente leggere e maneggevoli, le iniziative a supporto di una maggiore liberalizzazione nella vendita di armi da fuoco si sono moltiplicate. Il mese scorso, ad esempio, in Nebranska è stata proposta una legge per concedere il porto d’armi ai professori, mentre i gruppi di estrema destra, legati alle lobby delle armi, avevano fatto sentire la propria voce proprio in Arizona e in Arkansas per spingerne liberalizzazione all’interno degli istituti scolastici e campus universitari.

Fermamente contrario alla proposta di Wentworth, è Bill Powers, presidente del Consiglio di Facoltà che sottolinea come “il venerdì arriva una volta a settimana nel nostro campus e l’idea di mettere insieme i giovani, le feste, l’alcol e le armi da fuoco mi sembra estremamente pericolosa per la sicurezza di tutti”. La facoltà di Austin, con i suoi circa 50 mila studenti è, da sempre, una sorta di “isola liberale” in uno stato estremamente conservatore. John Wood, 26 anni, è arrivato qui proprio dal politecnico della Virginia dove sono stati uccisi due suoi amici e, sin dal primo momento, è diventato uno dei più fieri oppositori della proposta di legge. Gli fa eco anche uno dei responsabili del sindacato studentesco che risponde con ironia alle motivazioni avanzate da Wentworth. “Così, il suggerimento sarebbe di fermare le persone dal portare le pistole nel campus dando la possibilità agli studenti di portarne a loro volta, tanto per facilitare una bella sparatoria”.

Fortunatamente, come riporta il Brady Center to Prevent Gun Violence, già 22 stati hanno bocciato simili proposte di legge, conservando le aree “gun free”. Intanto, in South Dakota, è stato presentato un progetto di legge per obbligare i maggiorenni all’acquisto di una pistola. Secondo il deputato dello stato, Hal Wick, la proposta di legge avrebbe solo il compito di mettere in ridicolo la riforma sanitaria di Obama, ponendo sullo stesso piano l’obbligo imposto dal governo a munirsi di un’assicurazione sanitaria, con quello di acquistare una pistola una volta maggiorenni. Per farlo, intanto, Wick non esita né a sperperare denaro pubblico, per promuovere una legge che egli stesso ritiene “assurda”, né a far passare il pericoloso messaggio che una legge promossa per aiutare a tutelare il benessere dei cittadini, al di la’ del loro ceto sociale, abbia lo stesso significato di una che invece promuove l’obbligo di acquistare armi che sono pensate, sostanzialmente, per uccidere.