Mercoledì scorso ho giocato in casa: Giuliano Marrucci di Report è venuto a trovarmi nella “mia” Colorno (Parma), dove amministro dal 2004 insieme ad una giunta che sta tentando di fare della sostenibilità ambientale un programma complessivo e una prospettiva di futuro altro. L’occasione dell’incontro è un’intervista che andrà in onda nelle prossime settimane e ripercorrerà la storia dei Comuni Virtuosi, l’associazione che ho contribuito a fondare nel maggio del 2005 con i comuni di Vezzano Ligure (La Spezia), Melpignano (Lecce) e Monsano (Ancona).

Sembra passato un secolo, e invece solo sei anni fa abbiamo dato vita a questo straordinario gruppo di sindaci, consiglieri comunali, assessori, che in giro per l’Italia stanno dimostrando giorno per giorno come sia possibile cambiare (radicalmente) il paradigma culturale e il modo di stare nelle comunità e nelle istituzioni locali. Lontano anni luce dallo spettacolo e le azioni indegni a cui gran parte della politica nazionale ci ha ormai assuefatti.

Un giro per le buone pratiche del paese (raccolta differenziata porta a porta, pannolini lavabili, acqua del sindaco, detersivi sfusi, isola ecologica, pannelli fotovoltaici, risparmio energetico…) poi di corsa su per la Cisa, direzione Vezzano Ligure, dove tutto è cominciato. Un’intervista a Paola Giannarelli, ex-sindaco, un’altra a quello attuale, una lunga carrellata nella scuola dell’infanzia e nel refettorio realizzati in bioedilizia (geotermia, fotovoltaico, materiali “poveri”, prodotti bio e della filiera corta). Il primo giorno di riprese si conclude così, con la convinzione che forse questa è per davvero l’unica strada percorribile per un futuro auspicabile, passando dal presente.

Un giorno di pausa e poi di nuovo in viaggio, verso la Lombardia, per una lunga giornata che comincia alle 8.00 del mattino e fa tappa in tre comuni della rete: Cesano Boscone (Milano), Mezzago (Monza e Brianza), Berlingo (Brescia). Cesano è il comune più grande dei tre con circa 25 mila abitanti, e qui le pratiche virtuose passano attraverso un Bosco dell’acqua, con una casa che eroga acqua del sindaco che ha consentito un risparmio di un milione di bottiglie di plastica da quando è stata inaugurata. La casa è immersa in un parco pubblico, che fa respirare un’area altrimenti destinata alla più classica delle speculazioni edilizie.

A Mezzago visitiamo una scuola che consuma un decimo di un’analoga struttura grazie ai criteri dell’efficienza energetica che il Comune si è dato, come vincolo, per le realizzazioni di edifici pubblici. Un decimo dei consumi “tradizionali”, sembra fantascienza invece è proprio qui, davanti ai miei occhi che luccicano di emozione e alla telecamera a spalla di Giuliano. Sempre a Mezzago hanno recuperato 3 ettari di terreno agricolo e, grazie alla fondazione di una cooperativa di giovani, hanno ripreso la coltivazione dell’asparago rosa, divenuto grazie alla De.Co. (Denominazione Comunale di Origine) un prodotto restituito alla tradizione della comunità. La pausa pranzo è nella mensa della scuola dove, insieme ai bambini delle scuole, gustiamo un pranzo a filiera corta, con prodotti biologici e acqua in caraffa, in stoviglie di porcellana. La raccolta differenziata qui è al 70% e, nonostante l’inceneritore di Trezzo sull’Adda si trovi a pochi chilometri, l’obiettivo è di ridurre al massimo la produzione di rifiuti nella comunità.

L’ultima tappa del viaggio ci spinge fino a Berlingo, penultimo comune iscritto all’Associazione, dove le ultime due amministrazioni compiono una specie di miracolo nella trasformazione di una ex-cava ed ex-discarica abusiva a 50 metri dal campanile della chiesa del paese in un centro di comunità che ha dell’incredibile: un nido, una scuola materna, una scuola elementare, il palazzetto dello sport, una bocciofila, una piazza centrale ciclopedonale e un bar comunale. Tutti edifici autosufficienti da un punto di vista energetico, alimentati da impianti fotovoltaici, sonde geotermiche, pannelli solari.

Mentre torniamo verso Parma e programmiamo il terzo giorno di riprese (martedì prossimo saremo a Corchiano, in provincia di Viterbo, e infine a Monsano) la radio vomita le ultime dichiarazioni dell’ultimo campale scontro tra destra e sinistra: ed è in questo momento che capisco, una volta di più, di quanta distanza ci sia oggi tra una classe dirigente inadeguata, vecchia, corrotta e scollegata alla realtà e i giovani amministratori virtuosi che ogni giorno, a trecento euro al mese di rimborso spese, mettono in fila progetti, danno gambe a sogni, idee e buonsenso.

Un’altra Italia è possibile, la stiamo già costruendo!