Quota 320. Ore 21.11
(AGI) – Roma, 7 dic. -L’assist a Silvio Berlusconi potrebbe arrivare dai finiani al Senato. Attraverso un documento, un atto politico, che riapra la trattativa al fotofinish fornendo assicurazioni al premier sulla strada di un Berlusconi bis o di un allargamento di governo. “Sara’ un’apertura – spiega una fonte parlamentare di Fli – per riavvicinare le due parti e dare assicurazioni che non è previsto alcun agguato”. L’offerta sarebbe già arrivata sul tavolo del Cavaliere che in ogni caso non ha alcuna intenzione, e lo ha ripetuto oggi, di dimettersi. E’ chiaro che una posizione ‘morbida’ di ‘Futuro e Liberta’ a palazzo Madama viene vista con favore nel Pdl. “Si potrebbero riaprire i giochi anche alla Camera”, spiega un senatore azzurro che sta mediando. “Aspettiamo – dice una ‘colomba’ di Fli – l’intervento di Berlusconi…”.

Gianfranco Fini oggi ha visto Gianni Letta che, riferiscono fonti parlamentari di Fli, ha assicurato al presidente della Camera che ci potrebbe essere un’apertura da parte di Berlusconi prima del voto di fiducia. Il presidente della Camera, parlando con un deputato del gruppo, ha spiegato di aspettarsi in Aula un appello di responsabilità del presidente del Consiglio per la risoluzione della crisi economica e non ha chiuso la strada ad un Berlusconi-bis. Voglio capire il gioco di Berlusconi, è evidente – è stato il ragionamento della terza carica dello Stato – che se non cambia qualcosa non ottiene la fiducia neanche arrampicandosi sugli specchi. Il premier ai suoi continua a dire di essere sicuro sui numeri: l’asticella è salita a 320.

Finiani moderati riaprono la partita. Ore 21.12
(AGI) – Roma, 7 dic. In Fli c’è chi ritiene che il premier incassi la fiducia a palazzo Madama e poi si vada a dimettere. L’unico obiettivo del Cavaliere in questo momento è però avere una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento per poi cercare di rompere l’asse Fini-Casini. A meno che la posizione che assumeranno i senatori finiani possa farlo ritornare sui suoi passi. Da Fli arriva l’indiscrezione che il leader di via Due Macelli non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro in un discorso di leadership del terzo Polo. Il tema sarebbe stato accennato anche durante l’incontro oggi tra l’ex leader di An e il leader centrista. L’asse Fini-Casini non è così granitico – ha sostenuto oggi il Cavaliere in alcuni incontri a palazzo Grazioli -, l’Udc non vuole andare al voto con i finiani. C’è poi chi azzarda ipotesi di offerte anche per un eventuale nuovo governo con possibili ministeri all’Udc, come la Difesa e le Infrastrutture. Si capirà nei prossimi giorni se c’è la possibilità di un accordo. Fini con i suoi è stato categorico: a me – ha sottolineato – non interessa chi guida l’esecutivo, voglio sapere qual è la direzione e il programma. Oggi si è ragionato soprattutto sui numeri: Il Lib-dem Grassano ha garantito il voto di sfiducia, mentre Catone si è sfilato definitivamente. Il premier nell’eventualità che superasse l’ostacolo della fiducia alla Camera è intenzionato a condurre il gioco e a continuare a governare, anche se con una maggioranza risicata. Naturalmente in questo scenario c’è da valutare la posizione di Bossi: per ora l’asse regge, ma il ‘Senatur’ ha ribadito al Cavaliere che non ci sta a vivacchiare.

Fini: “Nessuna fiducia”. Ore 21.27
(Ansa) – ROMA, 7 DIC – ”Escluso che Berlusconi ottenga la fiducia”: Così Gianfranco Fini, presidente della Camera intervistato da Giovanni Floris a Ballarò.

Alleanza con il Pd “impossibile”. Ore 21.28
(AGI) – Roma, 7 dic. – Un’alleanza con il Pd è “un’ipotesi che non considero possibile, perché l’orizzonte politico di Fli è nell’ambito del centrodestra e del campo dei moderati che è alternativo alla sinistra”. Lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a Ballarò.