Tutti con il naso all’insù, ad ammirare il biposto acquistato qualche mese fa grazie al contributo del ministero dell’Interno e dato in dotazione alle polizie municipali. Un “regalino” di 361 mila euro su cinque anni (un centinaio di migliaia quelli serviti a comprare il velivolo) arrivato direttamente da Maroni in base al “patto per la sicurezza” sottoscritto con 19 comuni del bresciano, quelli al confine con la provincia di Bergamo.

Ma che se ne fa la polizia municipale di un aereo a due posti? “Serve a controllare cantieri importanti come quello della Tav e cave abusive – si difende Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari, senatore e (guarda caso) collega di partito del titolare del Viminale –. In più ci permette un lavoro di sinergia con i carabinieri, che finora ci ha fatto scoprire campi di marijuana in mezzo a piantagioni di mais. Sei vigili hanno fatto il corso e ottenuto il brevetto da pilota, è un’esperienza innovativa”.

Forse troppo per i sindacati di polizia (di Stato), che paragonano quanto vedono alzando gli occhi al cielo alle gomme delle auto della stradale o al serbatoio della benzina non proprio pieno. “Non vogliamo fare la guerra a nessuno – spiega Santo Barbagiovanni, segretario regionale del Silp Cgil –, per noi possono regalare anche 25 mila aerei. Il problema è che noi continuiamo ad andare a piedi. E questo non garantisce la sicurezza dei cittadini, a differenza di quanto Maroni va raccontando in televisione”. Il sindacato snocciola qualche dato. L’organico degli uomini è ancora fissato da un decreto ministeriale del 1989: dopo oltre vent’anni, nonostante la crescita dei reati e delle indagini, a fronte delle 6.384 unità previste in Lombardia ce ne sono circa 6.000. I numeri più significativi sono quelli che riguardano la polizia stradale, un servizio che tocca da vicino ogni cittadino (e non solo per gli autovelox): sotto-organico di oltre cento uomini, con un parco macchine di 96 auto contro le circa 270 previste da un decreto del 2002 del capo della Polizia (una pattuglia ogni quattro poliziotti).

“Passiamo le giornate a trasferire le macchine da un ufficio all’altro, pur di consentire l’uscita delle pattuglie sul territorio – prosegue Barbagiovanni – che a volte addirittura non escono. I veicoli dovrebbero essere non solo cambiati, ma almeno sottoposti a revisione: presso il distaccamento di Boario (Brescia) c’è una macchina che ha superato i 340 mila chilometri”.
Numeri che naturalmente il sindaco di Chiari non condivide: “Venerdì scorso il ministro Maroni è stato a Brescia per rinnovare il ‘patto per Brescia sicura’ – replica Mazzatorta – e ha raccontato di aver chiesto al capo della Polizia quale fosse la reale situazione in termini di vetture. E Manganelli gli ha assicurato che ci sono le macchine, la benzina, le gomme e tutto quello che serve. Ci confronteremo se c’è qualcuno che la pensa diversamente, ma capisco che la parte sindacalizzata delle forze dell’ordine voglia alzare il polverone”.

Un polverone compatto (tutte le organizzazioni sindacali) che tornerà in piazza il 13 dicembre per sottolineare ancora una volta come il governo della sicurezza non mantenga gli impegni assunti proprio col comparto che dovrebbe valorizzare.