Un’inchiesta su corruzione e frodi fiscali investe le aziende legate al gruppo Finmeccanica. Il presidente dell’Ente nazionale di controllo di assistenza al volo (Enav) Luigi Martini, l’amministratore delegato dell’ente Guido Pugliesi e la responsabile della Selex sistemi integrati srl Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini risultano indagati dalla procura di Roma. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, impegnato a Roma in una conferenza stampa a Palazzo Chigi dedicata al Piano per il Sud, è intervenuto sulla vicenda e ne ha approfittato per attaccare l’operato della magistratura: “Mi auguro che queste indagini portino al nulla come sono convinto che sia. E’ suicida  – ha affermato il premier – che il paese proceda contro chi costituisce la forza produttiva”.

L’identità degli indagati è emersa questa mattina, dopo le perquisizioni che i militari del Ros dei carabinieri e il Nucleo tributario della Guardia di finanza di Roma hanno eseguito nelle sedi di via Salaria dell’Enav e di numerose aziende che hanno avuto appalti con l’ente. Più precisamente, a finire nelle maglie dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e condotta dai sostituti Rodolfo Sabelli e Paolo Ielo, sono otto aziende. Si tratta di imprese collegate a Finmeccanica che, però, allo stato attuale non viene chiamata in causa: Selex sistemi integrati srl; Print sistem srl; Arc Trade srl, Techno Sky, Aicom srl, Simav sistemi manutenzione avanzati, Renco Spa, Auxilium Trade srl.

Al presidente Silvio Berlusconi che si è detto “preoccupato” dell’inchiesta, essendo “Finmeccanica un asset straordinario”, ha risposto a stretto giro il segretario dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini: “E’ dovere delle istituzioni collaborare con la magistratura nella difficile azione di contrasto alla corruzione e non quello di attaccare le iniziative giudiziarie senza conoscerne motivazioni e contenuti”. “La corruzione è uno dei mali principali del nostro paese – aggiunge Cascini – danneggia l’economia, deprime la concorrenza e allontana gli investitori stranieri”.

A carico di Martini, Pugliesi e della Grossi sono ipotizzati una serie di reati fiscali. Ma c’è di più. Pugliesi e Grossi, moglie del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Guarguaglini, sono indagati anche per corruzione. I pm della Procura di Roma ritengono che nell’ambito di una serie di appalti affidati dall’Enav siano state compiute “delle sovrafatturazioni” finalizzate alla creazioni di fondi neri. Nel registro degli indagati ci sono anche le due persone che da tempo hanno iniziato a collaborare con gli inquirenti: Lorenzo Cola, già consulente esterno di Finmeccanica, in carcere dall’8 luglio scorso nell’ambito di un’inchiesta su riciclaggio, e Marco Iannilli, commercialista e uomo di fiducia di Cola.
Il loro coinvolgimento è legato al ruolo esercitato in una delle società subappaltatrici di Selex Sistemi Integrati, la “Arc Trade”.  Gli investigatori attribuiscono a Cola e a Borgogni il ruolo di “motori” dell’assegnazione di lavori in subappalto da parte di Selex. Nel registro degli indagati compare Tommaso Di Lernia, responsabile della società Print Sistem.

La precisazione sulla estraneità, allo stato attuale, del presidente di Finmeccanica Guarguaglini è soprattutto in riferimento al fatto che tra la decina di indagati compare innanzitutto la moglie. Tra i manager coinvolti nell’inchiesta c’è anche Lorenzo Borgogni, capo delle relazioni esterne di Finmeccanica e braccio destro da sempre del presidente. Anche l’abitazione e gli uffici di Borgogni da stamane sono sopposti a perquisizione della Finanza. Pugliesi ha smentito “nel modo più assoluto di aver mai avuto disponibilità di denaro proveniente da una qualsiasi ipotesi delittuosa”: “Sono convinto che le Autorità inquirenti verificheranno la mia totale estraneità ai fatti contestati e la regolarità dell’operato mio e della Società”, ha detto l’amministratore delegato di Enav assicurando “la più ampia collaborazione alla magistratura”.

Le inchieste aperte sull’Enav sono almeno due. La prima nasce dalla denuncia di un ex dipendete in cui si metteva in discussione la stesura dei bilanci della società. I magistrati stanno valutando anche l’acquisizione, a dicembre del 2006, di Vitrociset (oggi Techno sky) da parte di Enav per circa 100 milioni di euro. La seconda inchiesta, più recente, alla quale si riferiscono le perquisizioni eseguite oggi, si basa sulle ipotesi di falso in bilancio e di reati tributari dal 2006 in poi. Le due inchieste si sovrappongono in parte con quella condotta sull’ingresso dell’affarista Gennaro Mokbel in Digint, società partecipata al 49% da Finmeccanica.

L’ Enav con una nota ha assicurato la ”massima collaborazione” agli inquirenti in merito all’acquisizione di documentazione da parte dei carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza di questa mattina. L’Ente informa che “sta fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria per consentire la più rapida e completa raccolta della documentazione richiesta e utile alla definizione dell’indagine, peraltro in parte già spontaneamente consegnata nei giorni scorsi, confidando pienamente nell’operato della magistratura”.“Naturalmente – conclude la nota – Enav assicura altresì la piena operatività dell’azienda e dei suoi servizi”.