Il Quirinale «boccia» la prima versione del decreto legge del governo in materia di raccolta di rifiuti in Campania. Tanto che l’esecutivo sarebbe già al lavoro su una nuova versione che dovrebbe venire incontro alle richieste del Colle. Le modifiche potrebbero giungere agli uffici del Quirinale già venerdì mattina. Da Palazzo Chigi sarebbe già stata inviata la risposta ai rilievi del Quirinale. In particolare viene chiarito anche uno degli aspetti su cui il Colle ha posto particolare attenzione, cioè il «raccordo» tra il presidente della Regione Campania, Caldoro, e i presidenti delle Province. La parte del decreto in cui c’è scritto che il presidente Caldoro nomina i commissari sui rifiuti «in raccordo con le Province» verrebbe modificata in «sentite le Province». Tra l’altro, dal testo del provvedimento sarebbe stato stralciato il comma 9, quello sulle «nuove aree di stoccaggio».

Tra i rilievi mossi da Quirinale sul decreto rifiuti approvato dal governo, si trovano mancanza di alternative idonee alla cancellazione delle discariche inserite nella legge 123 e l’impossibilità di assegnare le funzioni, e i poteri, di sottosegretario ai commissari che dovranno occuparsi della realizzazione dei termovalorizzatori. Il Colle, sempre secondo le stesse fonti, nei chiarimenti richiesti avrebbe anche sottolineato che il provvedimento andrebbe a danneggiare le provincia di Napoli consentendo ai comuni di continuare a gestire il ciclo di raccolta e trasporto dei rifiuti.

Sarebbero dunque diversi i chiarimenti chiesti dal Quirinale al decreto del governo, un provvedimento di 4 articoli arrivato al Colle 6 giorni dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri. In particolare gli uffici legali di Napolitano hanno sottolineato che si sarebbe proceduto alla cancellazione di tre delle discariche previste dalla legge 123 (cava Vitiello a Terzigno, Valle della Masseria a Serre e Andretta) senza individuare alternative idonee dove trasferire i rifiuti. Il provvedimento non conterrebbe poi, misure adeguate per ottenere effetti positivi immediati sulla situazione, come invece richiederebbe la «necessità e l’urgenza» alla base del decreto. Un altro chiarimento chiesto dal Colle si riferisce all’articolo che proroga fino al 31 dicembre 2011 la possibilità per i comuni di gestire le attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti. Un articolo che, così come è stato scritto, andrebbe a penalizzare la provincia di Napoli, cui per legge dalla fine di quest’anno spetterebbe la competenza. Altri dubbi il Quirinale li avrebbe sollevati in merito all’attribuzione delle funzioni di sottosegretario ai commissari che dovranno realizzare i termovalorizzatori. Funzioni che consentono di agire in deroga alle normali procedure e che eventualmente potrebbero essere assegnate dopo la dichiarazione dello stato di emergenza.

Intanto, l’emergenza rifiuti nel napoletano fa discutere anche il Parlamento. Sono 106 i senatori che, presenteranno un’interpellanza a Palazzo Madama sull’emergenza rifiuti a Napoli e provincia al titolare del dicastero della Salute Ferruccio Fazio. L’iniziativa vede tra i firmatari i senatori Ignazio Marino, Anna Finocchiaro, Luigi Zanda, Nicola Latorre e Felice Casson. “A oggi, le strade di Napoli sono intasate da circa 3mila tonnellate di spazzatura, a cui vanno sommate le ulteriori 8mila tonnellate, distribuite su ampie porzioni del territorio campano, così non si può andare avanti”. “Il Governo deve intervenire con urgenza – ribadiscono i senatori – anche sotto il profilo sanitario, per ripulire le strade e i territori oggetto dell’emergenza dalla enorme quantità di rifiuti che stanno letteralmente sovrastando e soffocando il capoluogo e il suo hinterland”. Gli esponenti del Pd a Palazzo Madama chiedono al Governo nazionale «di adottare, oltre alle indifferibili misure congiunturali, interventi di carattere strutturale al fine di prevenire e di evitare ulteriori inaccettabili emergenze ambientali, situazioni di intollerabile disagio per i cittadini di Napoli e della Campania, nonché una condizione di degrado umiliante e indecoroso per l’immagine della città e dell’Italia nel mondo».

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