Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficienza del servizio sanitario nazionale

Medici, infermieri, tecnici di radiologia, ma anche impiegati e addetti alle pulizie. Tutti dipendenti o convenzionati con la Asl di Brindisi, che però facevano timbrare il cartellino da colleghi o estranei per svolgere, nel frattempo, le loro attività sanitarie private. I carabinieri del Nas di Taranto hanno eseguito 24 arresti e 45 persone sono indagate per truffa aggravata e continuata al Servizio sanitario nazionale. Gli investigatori hanno rilevato che le assenze prolungate hanno danneggiato l’efficienza di quel presidio pubblico”, allungando notevolmente i tempi delle prestazioni e determinando “la migrazione dei pazienti verso strutture convenzionate o il ricorso a professionisti privati”.

Una vicenda, quella pugliese, che riapre la polemica sulle prestazioni dei medici sia nel settore pubblico, sia in quello privato (con maggiore attenzione e tempo dedicati al secondo): per Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficienza del servizio sanitario nazionale, una vicenda come questa ha precise responsabilità. “Questo caso vergognoso – dice Marino a ilfattoquotidiano.it – fa emergere chiaramente il comportamento grave e colpevole del Governo che, appena insediato nel 2008, ha posticipato l’entrata in vigore della legge 120/2007”. Si tratta del provvedimento che regola l’attività libero-professionale intramuraria (più conosciuta come intramoenia) e stabilisce che chi svolge attività privata lo può fare solo nella struttura pubblica in cui è dipendente, fissando anche un limite agli interventi privati oltre ai tempi per l’erogazione delle prestazioni. “Il governo Berlusconi, spostando l’entrata in vigore di quattro anni (al 31 dicembre 2011), ha mandato un segnale punitivo verso chi tiene in alta considerazione il proprio lavoro nel settore pubblico. Nello stesso tempo, il messaggio che è passato per chi utilizza il Servizio sanitario nazionale per raccogliere pazienti per la propria attività privata è stato incoraggiato.

Come si muoverà la Commissione parlamentare di inchiesta su questo caso? “Non abbiamo ancora deciso – risponde Marino – quel che è certo è che chiederemo gli atti alla procura. Non dimentichiamo che questa vicenda incredibile è accaduta in Puglia, dove c’è già una grande inchiesta sulla sanità. Valuteremo se inserire nel nostro dossier anche il caso dell’Asl di Brindisi.

(si.ce.)