“Vedo calpestare il rispetto, la legalità e la giustizia”. Il caso Ruby si riapre con le parole di Anna Maria Fiorillo, il pm dei minori che nella notte tra il 27 e il 28 maggio si occupò dell’affido della minorenne e che si rivolgerà al Csm per contestare la ricostruzione fatta ieri alla Camera dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Le parole del ministro Maroni –  dice  Fiorillo – sembrano in accordo con quelle del procuratore Edmondo Bruti Liberati, ma non corrispondono a quella che è la mia diretta e personale conoscenza del caso”.  Il procuratore capo di Milano Bruti Liberati e il ministro Maroni hanno invece ribadito che il caso è chiuso. ”Si deve sapere che io non ho mai dato alcuna autorizzazione all’affido della minorenne”, ha ribadito più tardi Fiorillo.

”Io non dico più niente – ha proseguito Fiorillo – parlerò eventualmente dopo, quando il Consiglio superiore della magistratura sarà intervenuto. Penso però che sia importante soprattutto il rispetto delle istituzioni e della legalità – ha aggiunto – cosa a cui ho dedicato la mia vita e cosa in cui credo profondamente”. “Proprio per questo rispetto della legalità e della giustizia – ha concluso -, quando le vedo calpestate parlo, perchè altrimenti non potrei più guardarmi allo specchio come un essere umano”.

Il caso cui il magistrato fa riferimento è la ormai celebre notte in cui Ruby viene portata in questura e poi affidata a Nicole Minetti, igenista dentale e consigliera regionale Pdl in Lombardia. Proprio ieri Maroni era intervenuto al Senato sull’argomento affermando che erano state applicate tutte le procedure di legge. Oggi il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ha affermato che per lui “la vicenda era già chiusa allora”. “La mia posizione è la stessa del procuratore capo di Milano”, ha detto Maroni, per il quale il caso è chiuso.