Circa 200 gay e lesbiche si sono scambiati un “bacio di protesta” mentre papa Benedetto XVI usciva dall’Arcivescovado di Barcellona, diretto verso la Sagrada Familia.

Il “bacio collettivo” è avvenuto sulla piazza della cattedrale, a poche decine di metri dall’auto di Benedetto XVI,  Dal gruppo sono partiti anche fischi e grida di contestazione rivolti al Pontefice. Le associazioni gay-lesbicheavevano annunciato nei giorni scorsi l’iniziativa del bacio “collettivo”. Un “bacio di due minuti”, avevano anticipato, “uomini con uomini e donne con donne” per protestare contro le posizioni del Vaticano sull’omosessualità. E il Papa, oggi a Barcellona per la consacrazione della cattedrale intitolata alla sacra famiglia, è tornato su questo concetto: ”L’amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale”. Benedetto XVI ha chiesto “l’attenzione, la protezione e l’aiuto alla famiglia”.

La Chiesa invoca ”adeguate misure economiche e sociali” affinchè “la donna possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro”. “L’uomo e la donna che si uniscono in matrimonioe formano una famiglia – ha detto il Papa – siano decisamente sostenuti dallo Stato”, aggiungendo che “si difenda come sacra e inviolabile la vita dei figli dal momento del loro concepimento” affinchè “la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo”.

Prima della cerimonia nella chiesa progettata da Gaudì, il Pontefice ha avuto un breve colloquio con re Juan Carlos di Borbone e con la regina Sofia nella sala del museo. Poco dopo, l’architetto Jordi Bonet i Armengol, capo del progetto di costruzione della Sagrada Familia e dunque successore di Antoni Gaudì, ha illustrato al Papa e ai presenti lo stato di avanzamento dei lavori iniziati 128 anni fa. L’edificio sarà consacrato come “basilica minore”.