Ragazzi, tanti. Tantissimi. Sì, è vero, l’appuntamento nasce come una due giorni di Generazione Italia. Ma ora è altro; ora è il reale battesimo di “Futuro e libertà”. Eppure, qui a Bastia Umbra, quello che colpisce è l’età media dei seimila presenti e il loro entusiasmo: a cavallo dei trent’anni, sono arrivati da tutto il paese con mezzi propri. Di soldi non ce n’è. “Un esempio? – spiega uno degli organizzatori – Gran parte di tutto questo è stato pagato con le quote associative di Generazione Italia: siamo 200mila iscritti a dieci euro a testa. Si faccia i conti”. Ecco, più o meno la convention è costata tra i 130mila e i 160 mila euro, quindi sono gli under 30 ad aver consentito a Gianfranco Fini e i suoi di diventare grandi. E ancora: ci sono tanti G2, ovvero la seconda generazione, i figli degli immigrati ora diventati italiani. “Sa qual è l’aspetto più bello? – spiega l’onorevole Flavia Perina – E’ che conosco pochissimi dei presenti: qui c’è gente diversa, in cerca di una nuova politica”. Vero. E per scoprirlo basta chiedere in giro “chi sei”, “da dove vieni” o “qual è la tua storia politica”. Le risposte sono le più diverse: c’è molta An, parti del Pdl e tanti neofiti. Un po’ sembra di stare al primo congresso di Sinistra e Libertà, due settimane fa a Firenze. Per carità, le differenze esistono ancora tra sinistra e destra, però meno di prima: sia nell’appuntamento toscano che in questo umbro si toccano temi simili e sensibilità affini, dalla giustizia alla legalità; dall’ecologia ai diritti dell’uomo. Il tema dell’omosessualità è uno dei più gettonati. E Silvio Berlusconi è meglio nominarlo a bassa voce se non si vogliono stimolare insulti o amare riflessioni. Il tutto racchiuso dall’entusiasmo del voler esserci, del voler tornare a parlare di politica. Oltre questi ultimi diciassette anni.