“Meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay”, ha detto Silvio Berlusconi alla fine del suo intervento al Fiera del ciclo e del motociclo a Rho (Milano). Una frase fuori luogo, senza essere incalzato da nessuna domanda, un’esternazione a freddo a cui rispondono gli esponenti di associazioni di omosessuali. Ma Berlusconi è andato oltre, tornando anche alla mai abbandonata idea di bavaglio: ”Il governo intende ripresentare al Parlamento una legge per regolamentare le intercettazioni, questo tema è nel cuore degli italiani: abbiamo dei sondaggi che lo dicono”. La legge, ha spiegato, conterrà tre punti: “l’ultilizzo di questo strumento dovrà essere limitato al terrorismo internazionale, alle organizzazioni criminali, alla pedofilia e agli omicidi; le intercettazioni non potranno essere prodotte come prove nè dalla accusa nè dalla difesa; chi pubblicherà il testo di intercettazioni dovrà subire un fermo del suo media da 3 a 30 giorni”.

I commenti

Su Facebook, in pochi minuti monta la protesta. Dopo le frasi sui gay del presidente del Consiglio, c’è chi ha creato un profilo: “Meglio gay che Silvio Berlusconi”. La pagina, in cui il premier viene ritratto insieme al leader libico Gheddafi,  ha raggiunto in pochi minuti numerose adesioni.

Da internet al mondo della politica, è unanime il dissenso: “Berlusconi ha inaugurato la figura dei puttanieri moralisti”. Ne è convinto Franco Grillini che stigmatizza le parole del premier. Secondo il presidente onorario dell’Arcigay queste battute sono “omofobe, da bar e soprattutto fanno il paio con quelle antisemite dello scorso ottobre”.

L’Italia dei Valori, di cui Grillini è il responsabile per i diritti civili, ha annunciato che andrà a contestare pubblicamente il presidente del Consiglio quando aprirà i lavori della Conferenza sulla famiglia in programma dall’8 al 10 novembre a Milano.

“Il tempo delle barzellette è finito. – dice Nichi Vendola in un messaggio diretto al premier- Non perché noi di sinistra non sappiamo ridere, ma perché il tuo umorismo, il tuo avanspettacolo continuo, il tuo teatro della virilità, mettono tristezza, sembrano i titoli di coda di un film finito male, vengono percepiti come comportamenti insieme smodati e patetici”.

La battuta di Berlusconi “nasconde la sua difficoltà di queste ore sulla vicenda Ruby”, afferma Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e storico esponente di Arcigay. “Io spero che in questo momento i gay di questo Paese, che siano di destra o di sinistra, abbiano un sussulto, perchè un Presidente del Consiglio di questo tipo non è davvero degno di guidare l’Italia”. Ha poi continuato: “Berlusconi ha voluto lanciare un messaggio molto preciso: credo che abbia voluto ammiccare al maschilismo e al machismo che è sempre presente in questo Paese, e ricordare ai maschi eterosessuali che la pensano in un certo modo che è meglio essere tali invece che omosessuali”. C’è poi un altro aspetto che Mancuso ha voluto sottolineare: “Il premier di un Paese fondatore dell’Europa, che ha votato la Carta di Nizza, è obbligato a combattere ogni tipo di discriminazione tra cui quella per orientamento sessuale”. Una risata fragorosa è la reazione del presidente di Arcigay Paolo Patané che apprende da ilfattoquotidiano.it delle dichiarazioni di Berlusconi: “Verrebbe da rispondere che il buon gusto andrebbe preferito alla banale volgarità. Un machismo che credevamo ormai superato. In realtà il problema è serio, è incredibile come si continui a fare riferimento a persone omosessuali con accezione negativa. In fondo è una conferma: “L’Italia resta il Paese europeo con il più alto tasso di omofobia tra le istituzioni”.

Enrico Oliari, presidente di GayLib, schierata a centro-destra, sembra rassegnato. Al ilfattoquotidiano.it afferma che “Ci siamo abituati alle brutte figure di Berlusconi”, afferma. “La moralità di Berlusconi non ci fa scuola. Il problema non è il tanto machismo, il problema è che queste sono le persone che ci dicono come impostare la famiglia italiana .Ogni volta che chiediamo diritti lui ci dà lezioni su come dovrebbe essere la famiglia, e poi invece va a minorenni”.
Non è la prima volta che Berlusconi incappa in una gaffe nei loro confronti: “Berlusconi ne ha dette diverse. Famosa fu la frase che i gay sono dell’altra parte”, ricorda Oliari sottolineando che l’associazione che preside è di centro-destra: “Berlusconi farebbe meglio a mettersi al passo degli altri leader del centro-destra europei, invece di sparare stupidaggini”.

E nella giornata in cui molti direttori e opinionisti di centro-destra criticano il premier sullo “scandalo Ruby” un altro direttore, quello del settimanale scandalistico “Chi” e anche di “Tv Sorrisi e canzoni”, Alfonso Signorini, si muove: ”Questa volta non sono d’accordo con Silvio Berlusconi. Sui gusti sessuali ognuno deve essere libero di esprimere ciò che sente, senza subire discriminazioni. Quel che conta è poter essere se stessi fino in fondo”.

Minimizza il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, sostenendo che “quella di Silvio Berlusconi è stata una battuta, la chiusa di un discorso serio, di ben altro tenore. Il Presidente del Consiglio non intendeva assolutamente, né ha mai inteso, offendere le donne o gli omosessuali. Questo governo, anzi, ha il merito di essersi impegnato, come nessuno prima, contro le discriminazioni nei loro confronti”.