Una società dal nome Randstad, che opera all’interno delle Risorse Umane, ha prodotto una delle solite tristi indagini dal titolo “Gestire il talento femminile per esprimere il potenziale dell’Impresa”. Nessuna notivà di rilievo, direi. Se non che, intervistando 850 manager “uomini” sullo scenario lavorativo al femminile in Italia, il risultato è il seguente: le donne sul lavoro portano attenzione, creatività e pianificazione, ma in Italia il loro talento è poco valorizzato.

Lo sapevamo. E tuttavia, l’indagine ha cercato di andare oltre, sondando i motivi degli ostacoli alla carriera al femminile. Ostacolo numero uno: le donne fuggono dalle opportunitá perchè mancano le reti sociali e le relazioni che facilitino la coesistenza di carriera e famiglia. Ostacolo numero due: il differenziale salariale di genere (uomo-donna) è superiore al 15%, con ovvi impatti sulla motivazione – e demotivazione -. Il gap massimo è in età comprese tra i 35 e i 45 anni. Ostacolo numero tre: in Italia solo il 12% delle professioniste frequenta percorsi di crescita e sviluppo delle competenze. A questo galvanizzante quadro  si aggiunge la constatazione dell’Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori): lo stipendio delle donne è inferiore a quello degli uomini del 7% con punte del 23%.
Avverte l’Isfol, “discriminare le donne riduce la competitivitá del Paese”. E io, vi racconterò di più. In un seminario di questa settimana, la dottoressa Luisa Rosti, professore straordinario di Economia del Lavoro e di Economia di Genere presso l’Università di Pavia, ha dimostrato SCIENTIFICAMENTE che se un’azienda è guidata da una donna di talento, ha maggiori possibilità di successo. Direte voi: impossibile. E invece è proprio così.
Intanto che i maschietti pensano al da farsi e ci sbarrano la strada, noi, sappiatelo, continueremo ad allungarci come elastici (come fa lei, vi consiglio il suo nuovo libro, edito da Tea, che mi sono divorata come il primo) per arrivare dappertutto, cantando a squarciagola Superwoman di Alicia Keys.
(mantra testato e consigliato) che ci ricorda: perché io sono una superdonna sì, lo sono sì, lo è, anche quando sono nei casini metto sempre una maglia con una S sul mio petto oh sì, sono una superdonna (…) tutte le mie donne, tutte le mie donne che sono qui sedute a cercare di tornare a casa prima del sole e tutte le mie sorelle che arrivano assieme ho detto che lo farò sì, posso farlo (…) quando sto per crollare e nessuno riesce a trovarmi e comincio ad indebolirmi perché nessuno sa come sono fatta al di sotto di questi vestiti, ma io posso volare, noi possiamo volare.
Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Stagioni in tavola. Novembre,
voglia di castagne

next
Articolo Successivo

La Vittoria del Cerasuolo

next