Per conciliare i toni delle passate vicende burrascose allo stadio di Genova, due esponenti delle rispettive nazioni si sono recentemente incontrati per ritrovare il dialogo. Il rappresentante dell’Italia è logorroico, pauroso, saccente, gracile, basso di statura, calvo. Quello serbo è tifoso della Stella rossa, inespressivo, nazionalista, enorme e violento.

I –
Io penso che due grandi nazioni come le nostre debbano cooperare specialmente in vicende come quella recentemente accaduta a Genova in cui noi ci siamo distinti per aver posto condizioni tali da non creare un altro Heysel con la nostra intelligenza e la prontezza di spirito tipica (lo interrompe il serbo) …

S – Ringrazia Dio che non abbiamo rotto vostro culo ma solo stadio e negozi.

I – Eh eh! Non mi metti paura, spilungone! Noi vi abbiamo lasciato fare solo per dimostrare con la calma chi è il piu forte. La nostra protesta non violenta ha prevalso sulla vostra tracotanza!

S – Noi venuti per gufare nostra squadra, voi non capito   gnente!

I – Eh no! Voi siete venuti a fare i facinorosi, ma noi vi abbiamo sedato e abbiamo vinto la partita a tavolino tre a zero. Il gesto del tre lo avete fatto voi!

S – ??????!

I – Che significa?

S – Coglione! Noi facevamo nostro simbolo dio-patria-famiglia. Voi sempliciotti!!!

I – Eh si vi scotta, eh?! La nostra prontezza è stata esemplare , come al G8!

S – Ah, ah! Piccolo scarafaggio. Contro regazzini di 15 anni picchiati alla traditora in tenuta antisommossa? Secondo me, voi l’altra sera alla partita ….?????? ??????!

I – Cioe’?!

S – Vi siete cacati addosso!

I – Ora è troppo! Non posso permettere che si passi il limite adesso!

S – Vattene, scarafaggio! Se no rompo tuo culo secco!

I – …hem…piglio e me ne vado velocemente   ivi a mostrare a guisa d’esempio una protesta silenziosa… non violenta… pacificatrice… coerente… europeista… moderata   ma al contempo ferma… di centro destra, ma anche di centro sin… – SOCK!- ROMP!!!- SFASC!!!!- BOM!!! – SCATAFASC!!!

Tutto tace, la serenità è tornata tra Italia e Serbia.

di Max Paiella

Da il Fatto Quotidiano del 17 ottobre 2010