Si è conclusa la manifestazione davanti alla sede Rai di Viale Mazzini. Il sit-in era stato convocato per protestare contro la decisione del direttore generale del Servizio pubblico Mauro Masi di sospendere Michele Santoro per 10 giorni come sanzione disciplinare. “E’ andata molto bene – afferma Beppe Giulietti di Articolo 21 – tenendo conto che l’abbiamo organizzata solo all’una. Abbiamo deciso che faremo una grande raccolta di firme insieme a Valigia Blu per chiedere le dimissioni di Mauro Masi che è l’unica persona superflua in Rai”. Non è tutto. “Qualsiasi sia la scelta di Santoro e della redazione, noi, come rete di associazioni, siamo a disposizione ma se Annozero – continua Giulietti – dovesse saltare anche per una sola settimana, noi come Articolo 21, e invito i sindacati della stampa e tuttii comunicatori a fare una grande manifestazione nazionale”. Ad esempio, se la trasmissione fosse presentata da un’altra conduttrice i sostenitori di Annozero hanno detto che faranno una catena umana vicino alla Rai. Se invece il programma non dovesse proprio andare in onda si dicono pronti a dare una mano per organizzarne una in un luogo pubblico. Come l’anno scorso quando la squadra di Annozero organizzò a Bologna Raiperunanotte“. Gianfranco Mascia del Popolo viola si augura, invece, che “la trasmissione per tamponare l’assenza di Santoro possa andare in onda anche con la conduzione di uno dei suoi collaboratori”, e aggiunge, “al primo buco in palinsesto del programma noi come Popolo viola replicheremo sul web, sui nostra social network, le puntate di Annozero, costantemente, è una staffetta per la libertà d’informazione”.

Poi Giulietti ha preso ancora la parola e ha voluto aggiungere che la sospensione di Michele Santoro non è solo un affronto al conduttore, “ma è anche un affronto ai cittadini e un sequestro dell’articolo 21”. Per Masi non ci sono scuse, sostiene il presidente di Articolo 21: “Ha lasciato le impronte digitali, conferma della natura politica della sua campagna di mobbing verso Annozero, Rai News 24, Raitre e verso Carlo Freccero. In sostanza verso uomini e programmi malvisti da Berlusconi, così come riportano le intercettazioni dell’inchiesta di Trani. La Rai di oggi si sta allineando a quella fabbrica di fango di cui si parla in questi giorni, quella del killeraggio mediatico contro Boffo, Fini e altri”.

Ma c’è anche un’altra prova della complicità di Masi con i disegni di Berlusconi. Una prova che Giulietti definisce indiretta: “Avete mai sentito Masi dire qualcosa contro Minzolini? Quando Minzolini ha risposto alle critiche di Paolo Garimberti accusandolo di non capirci niente Masi ha portato una qualche richiesta simile? E quando Minzolini ha spacciato per assoluzione la prescrizione nel processo Mills? Masi ha sempre dimostrato solidarietà a Minzolini”. E le critiche vanno anche verso alcuni esponenti del centro-destra: “Quanti hanno aperto bocca contro questa decisione? Eppure sono gli stessi che si sono irritati per la perquisizione a Il Giornale e mi hanno attaccato”.

Tra i partecipanti, il segretario dei giornalisti Rai Carlo Verna, il presidente della Federazione della Stampa italiana, Franco Siddi, il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il giornalista di Annozero Sandro Ruotolo. Presente anche Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato, che ha risposto a Masi dopo l’annuncio di una querela nei suoi confronti. “Mi querela perché è ormai a corto di argomenti”. Il direttore generale della Rai, prosegue Belisario, ”è pagato dagli italiani, riceve uno stipendio, ma non se lo merita. Il servizio pubblico ha un padrone in questo momento che è il presidente del Consiglio”. L’ultimo a parlare è stato il legale di Santoro, l’avvocato Domenico D’Amati, che ai giornalisti intervenuti ha dichiarato: “E’ un provvedimento abnorme, l’anticamera del licenziamento. Non è escluso che in futuro la Corte dei conti possa chiamare in danno i vertici Rai. E’ già successo”.