Pochi minuti dopo le nove il C130 dell’aeronautica militare è atterrato all’aeroporto di Ciampino. A bordo le salme dei quattro alpini morti nell’attentato afghano. Ad accoglierlo tutte le alte cariche dello Stato. Il saluto delle istituzioni è stato reso dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, dal ministro della Difesa Ignazio la Russa. In prima fila anche i famigliari di Sebastiano Ville, Gianmario Manca, Francesco Vannnozzi, Marco Pedone. Ricoverato invece ancora nell’ospedale da campo statunitense di Delaram il militare rimasto ferito nell’agguato, il caporalmaggiore Luca Cornacchia. I funerali sono previsti domani, probabilmente in mattinata, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Una pioggia sottile accompagna ora le bare portate fuori dall’aereo da un gruppo di alpini. Le quattro salme sono allineate sotto il C130. In attesa della benedizione, come successo ad Herat dobve è stata allestita una prima camera ardente. Dopo la benedizione il saluto di Giorgio Napolitano.

Mario Renna, capo del contingente italiano ad Herat sentito da Sky Tg24. “Una grande perdita, tuttavia le operazioni stanno proseguendo. I nostri militari continuano a lavorare”.

Intanto, a Francofonte paese di origine del caporalmaggiore Sebastiano Ville, 27 anni, ucciso il 9 ottobre insieme ad altri tre alpini in Afghanistan, sono stati proclamati due giorni di lutto. Ieri sera i genitori erano partiti per Roma per accogliere stamane la salma e partecipare ai funerali previsti per domani. A rappresentare il Comune sara’ il sindaco del comune della provincia siracusana, Giuseppe Castania. Intanto, la comunita’ francofontese si prepara al rientro nella salma: la camera ardente sara’ allestita in piazza Garibaldi. Mercoledì le esequie cittadine officiate dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo, con il capellano militare Salvatore Cunsolo e il parroco Gaetano Giuliano. Sebastiano Ville dopo sette anni di servizio sognava di diventare sottufficiale in servizio permanente effettivo. “Una vita fatta di sacrifici – ricorda la famiglia – e a dicembre Sebastiano avrebbe visto realizzarsi il suo obiettivo”.

Sul fronte delle trattative con i talebani, il presidente afgano Hamid Karzai, intervistato dalla Cnn, ha confermato dei primi abboccamenti. “Abbiamo iniziato a parlare con i talebani da compatriota a compatriota- ha spiegato – non vi sono stati regolari contatti ufficiali con i talebani in un luogo preciso, ma contatti personali ufficiosi sono in corso da qualche tempo”. Karzai ha illustrato la sua strategia di riconciliazione, spiegando gli scopi dell’Alto Consiglio di pace da lui nominato, un organismo con 70 rappresentanti di tutti i settori della societàù afghana che da ieri è guidato dall’ex presidente Burhannudin Rabbani.

“I talebani, quelli che sono afghani e figli della terra afghana, che sono stati trascinati alla violenza da fattori fuori dal loro e il nostro controllo dovuti alle circostanze, li vogliamo far tornare nel seno del loro paese – ha affermato – sono come figli scappati di casa. La famiglia li deve riprendere…il presidente Rabbani ha assunto la presidenza del Consiglio in questo spirito”. Il processo di riconciliazione non si rivolge però a chi è legato alla rete terrorista di al Qaeda, sottoliena il presidente afghano. “Chi fa parte di al Qaeda e altre reti terroriste a noi ideologicamente contrarie, chi lavora contro l’Afghanistan per fomentare l’odio, noi lavoriamo contro questa gente. Sia che siano contro l’Afghanistan, o facciano parte di al Qaeda nella guerra terrorista contro gli Stati Uniti e i nostri vicini in Pakistan, noi non possiamo accettare questa gente”.