Dove finisce la politica e comincia la propaganda? Silvio Berlusconi ha dimostrato di conoscere alla perfezione la forza nucleare della grancassa mediatica a sua disposizione. Non solo “manganellamenti” mediatici, “metodi Boffo”, umiliazione della propria stessa consorte. Ma anche (dalla sicurezza all’economia che boccheggia) creazione di una realtà ad uso e consumo del proprio potere.

L’Aquila è fulgido esempio di tutto ciò. La “ricostruzione” spacciata come massima realizzazione del governo del fare, è stata messa a nudo dal Popolo delle Carriole che ha mostrato a tutti che il re è nudo, e che L’Aquila, tragicamente, “Muore”.

Venerdì a Palazzo Chigi il governo ha fatto “il punto sulla ricostruzione a L’Aquila”. Presenti all’apposita conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

I tre hanno snocciolato numeri (“Gli sfollati sono appena tremila, mentre i cantieri aperti sono 12mila” ha detto Chiodi); confermato impegni (“Il Governo non ha mai abbandonato la popolazione abruzzese” ha detto Letta). Ma poi, è arrivato un annuncio: “Silvio Berlusconi donerà 200mila euro all’Aquila Rugby per permettere alla squadra di iscriversi al campionato e proseguire con la sua attività”. Parola di Gianni Letta.

L’Aquila Rugby è la squadra simbolo della città abruzzese. Non solo per la sua blasonata storia sportiva, ma anche perché i giocatori hanno visto il terremoto da vicino: la notte del sei aprile il pilone ventenne Lorenzo Sebastiani è rimasto sepolto sotto le macerie mentre i suoi compagni mettevano in salvo numerosi cittadini rimasti intrappolati.

Ora, mentre l’economia della città langue e anche la società di rugby fa fatica ad andare avanti, arriva un dono dal Presidente del Consiglio in persona – che è accidentalmente l’uomo più ricco d’Italia. Un “dono” tanto sincero e “generoso” da essere annunciato nella sede del governo, dal suo sottosegretario personale, mentre si fa il punto sulla “ricostruzione” che lo Stato dovrebbe garantire agli Aquilani.

La domanda allora ritorna: dove finisce la politica e comincia la propaganda? Se c’è di mezzo Berlusconi la risposta è molto semplice.

(img di Carlo Miccio)