Clamoroso: “A Saint Vincent, premio giornalistico al nostro direttore Sallusti, criminale per i pm”, titola il Giornale. E dimentica un particolare: non si tratta dell’omonimo concorso giornalistico che dal ‘48 ha ospitato nell’albo d’oro Italo Calvino, Enzo Biagi, Indro Montanelli, ma del più piccino, appena nato, premio ‘Balena Bianca’ di Gianfranco Rotondi. Il ministro per l’Attuazione del programma pratica un’arte geniale e antica, sin troppo berlusconiana: la pubblicità subliminale. Che fa comodo al quotidiano dell’altro Berlusconi, il fratello Paolo. Rotondi alza tendoni in Val d’Aosta per custodire il seme centrista, democristiano e cattolico, erede designato da sé medesimo di Donat Cattin che riuniva la corrente di sinistra a Saint Vincent: convegni, dibattiti e seminari per la sua Dc. Non il partito originale e ormai scomparso, ma la Dc con variante per le autonomie. E nei pressi del Casinò proprio di Saint Vincent s’inventa il “Balena Bianca” per le penne e i volti dell’informazione. Un’esca gustosa, e molto conveniente, per “il Giornale” che urla in prima e all’interno.

Il direttore del Giornale è uno dei dieci nominati da una Commissione ideata, pensata e scelta da Rotondi. E la “Balena Bianca” rimanda al passato democristiano e a una cooperativa giornalistica domiciliata in Avellino – per la Magna Grecia Sud Europa – fondata sempre da Rotondi e finanziata dai soldi pubblici: circa 300 mila euro nel 2008, ultimi dati ufficiali. I tre giorni di Saint Vincent servono a Rotondi per fare lobby: per fare politica con i dirigenti e i ministri di destra (Cicchitto, Alemanno, Gasparri…) e consegnare un riconoscimento ai giornalisti in maggioranza di destra. Alt: tra i dieci fortunati c’è anche il nostro Luca Telese. E ancora Emilio Fede (per la carriera), Mauro Mazza (ex finiano, Raiuno), Mario Orfeo (Tg2), Augusto Minzolini (“Il tg più seguito”), Corradino Mineo (Rainews) Antonio Polito (“Il Riformista”), Barbara Romano (“Libero”) e Alessandro Sallusti. E per i settimanali Alfonso Signorini di “Chi”: “Ho preso un giornale di costumi da bagno e l’ho trasformato in costumi della società”. La giuria è mista: politici e giornalisti. Decine di imprese irpine hanno pagato per l’evento e il Quirinale e la presidenza del Consiglio l’hanno patrocinato. Il premio è nuovo, strano e semiserio. Serio, ci mancherebbe: i simboli delle Istituzioni sono ben visibili sui manifesti. E c’è pure Fausto Sacco, coordinatore provinciale ad Avellino per Rotondi, responsabile commerciale, una maschera teatrale. Sul fattoquotidiano.it potete conoscerlo meglio senza tanta immaginazione. Sacco è intervistato in moto, casco in testa, amico accanto e mendicanti che suonano la fisarmonica, racconta il premio: “Voluto per mettere in evidenza i giornalisti a livello di direttori responsabili di organi nazionali, curato da una giuria a 360 gradi”. Poi ne fa una trentina, di gradi, accelera e saluta: “Ciao Fra’”.

Da Il Fatto Quotidiano del 10 ottobre 2010