Due manifestanti feriti, di cui uno colpito alla testa da una manganellata e l’altro con lesioni a una gamba, e un carabiniere ferito. E’ questo il bilancio provvisorio dei tafferugli avvenuti stanotte tra Terzigno e l’area boschese, nel napoletano. Prosegue la protesta dei comitati contro l’annunciata apertura di una seconda discarica nei pressi di quella già attiva in Cava Sari, nel Parco Nazionale del Vesuvio. Secondo una prima ricostruzione fornita dagli attivisti dei comitati, le forze dell’ordine avrebbero caricato i manifestanti che stavano svolgendo un sit-in all’imbocco di una strada che conduce verso la discarica. Riesplode, dunque, l’emergenza rifiuti nel napoletano.

Nelle ore precedenti via Zabatta, un’altra strada che rappresenta il tragitto quasi obbligato per i camion che vanno a conferire i rifiuti nello sversatoio, era stata messa a ferro e fuoco. I manifestanti hanno improvvisato blocchi stradali con pneumatici, vecchi elettrodomestici e massi divelti dalle muraglie dei campi circostanti.

La protesta si è poi trasferita lungo la strada di recente costruzione che è utilizzata per agevolare il passaggio dei camion verso l’impianto. Un centinaio di persone si sono sedute all’imbocco della via, nel tentativo di impedire il transito degli autocompattatori. Ma gli agenti di polizia in tenuta antisommossa – stando a quanto riferito dai manifestanti – avrebbero forzato il blocco. E quando i camion sono giunti nei pressi della protesta, sarebbe cominciata la carica.

I manifestanti avrebbero reagito con una sassaiola. Di qui i tafferugli, che sarebbero durati circa un’ora. Una manganellata avrebbe colpito al volto un giovane dentista. Un altro uomo è rotolato pesantemente a terra: lamenta una sospetta frattura a una gamba. Anche un carabiniere è rimasto ferito al volto da un sasso. La situazione è poi tornata alla normalità e i camion sono riusciti a sversare l’immondizia in discarica. Intanto prosegue lo sciopero della fame del sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella. Il primo cittadino ha trascorso la notte all’interno di una tenda allestita in piazza, confortato dai cittadini che gli hanno espresso solidarietà e lo hanno applaudito a lungo.