“Non abbiamo paura di una sparuta minoranza che vuole trasformare questa città in immondizia, l’atto di questa notte ai danni della mia auto non riuscirà a bloccare la primavera niscemese”. Sono le prime parole di Giovanni Di Martino, sindaco di Niscemi, comune in provincia di Caltanissetta, dopo l’intimidazione subita. Questa notte sconosciuti gli hanno incendiato l’auto. Una intimidazione di stampo mafioso che vuole colpire l’attività amministrativa del primo cittadino e della sua giunta, fondata sul rispetto delle regole e sul contrasto alla criminalità organizzata.

Giovanni Di Martino è primo cittadino da tre anni, dopo la gestione prefettizia a causa dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune, nel 2004, un bis dopo il primo azzeramento nel 1992. L’intimidazione della scorsa notte cade nel giorno di una firma importante. Il sindaco ha voluto subito dare applicazione alla circolare ministeriale che prevede l’istituzione di una lista pulita di aziende anche nella fornitura di materiali per le ditte che si aggiudicano gli appalti pubblici. “Non eravamo obbligati – racconta il sindaco Di Martino al Fattoquotidiano.it – ma per noi era importante estendere questa circolare anche ad una gara già assegnata. Siamo il primo comune italiano a farlo”. Nel pomeriggio di oggi c’è stata la firma. “All’azienda che si è aggiudicata i lavori relativi all’area artigianale (una partita di 3 milioni di euro) – continua Di Martino – ho chiesto di sottoscrivere questo atto, in modo che la Prefettura sia in grado di valutare l’attendibilità delle aziende fornitrici ed evitare di inquinare i lavori con infiltrazioni criminali”. Un passaggio quello delle forniture, dell’uso dei materiali dove si annida la mafia che aggira così le normative di controllo. Una mafia che a Niscemi ha il volto di Cosa Nostra, ma anche della stidda, un volto spietato, solo ad agosto sono state tre le intimidazioni ai danni dei commercianti. “Nel territorio di Niscemi, – denuncia l’ultima relazione della Dna, la direzione nazionale antimafia – opera nel settore delle estorsioni e in quello degli stupefacenti un gruppo misto composto da persone provenienti dalla “stidda e da persone provenienti da cosa nostra”. Il sindaco non dimentica chi ha pagato con la vita da innocente la violenza mafiosa. “Noi vogliamo continuare a lottare per tutti quelli che della mafia sono stati vittime: per Pierantonio Sandri, Patrizia Scifo e tanti casi che ancora non sono stati risolti e per i cittadini liberi di questa comunità”.

L’applicazione della circolare ministeriale non è l’unico atto di rottura messo in campo dal sindaco Di Martino, vicepresidente di Avviso pubblico, il network di enti locali per la formazione contro le mafie. Sono numerose le iniziative intraprese contro il crimine organizzato, a partire dagli appalti pubblici, senza dimenticare l’applicazione del pacchetto antiracket che prevede l’esenzione delle tasse comunali a coloro che denunciano il pizzo. Domenica scorsa, in un incontro pubblico sul tema delle infiltrazioni mafiose negli enti locali, il sindaco Di Martino raccontava al cronista una delle tante sfide vinte. “Abbiamo abbattuto l’evasione scolastica del 60%, grazie al lavoro dell’equipe sociopsico-pedagogica e l’attivazione di due corsi di formazione, sono le migliori risposte per avviare percorsi educativi e praticare l’antimafia dei fatti”. Il sindaco non nascondeva qualche preoccupazione per il rifinanziamento di queste iniziative, visti i tagli del governo centrale e i vincoli al bilancio. Contro l’intimidazione della scorsa notte, la conferenza provinciale dei sindaci sta organizzando per domenica prossima una iniziativa di solidarietà e sostegno al sindaco Giovanni Di Martino.


di Nello Trocchia