Fatti quotidiani | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 5 settembre 2010
L’opposizione esulta: “Crisi conclamata
Berlusconi riferisca alle Camere”
Pier Ferdinando Casini (Udc) invita Berlusconi ad andare in Parlamento “per dire che una fase si è chiusa e faccia appello anche alle opposizioni per una responsabilità ampia necessaria al Paese. Il Paese – sostiene – ha bisogno di una svolta e di una responsabilità Nazionale ampia. Faccia appello anche all’opposizione, a partire dal Pd, perché nelle opposizioni non tutti sono sfascisti. La situazione del Paese è drammatica non si puo’ far finta che sia diversa da quello che è”.
Francesco Rutelli giudica “largamente condivisibile nel merito” l’intervento del presidente della Camera. Anche se, aggiunge, “Fini resta in maggioranza, noi all’opposizione, ma certamente oggi il nuovo polo è piu vicino”. In ogni caso, precisa, “il bipolarismo come lo abbiamo conosciuto in questi anni non esiste più. E non mi riferisco al ’93, quando io e Fini ci siamo contrapposti a Roma, ma ancora a due anni fa. Nella attuale coalizione di centrodestra sono ora tre i soggetti (Pdl, Fli e Lega) che definiranno la politica della maggioranza”.
Duro Antonio Di Pietro: “Fini è uno e trino: vuol fare il capo dell’opposizione, ma vuole restare al governo; se è vero come è vero che Berlusconi è un ricattatore e addirittura compra il consenso della maggioranza allora perché resta? Vuole la botte piena e la moglie ubriaca…”. E la sinistra radicale invoca elezioni anticipate subito: “Il Pdl – rileva Claudio Fava - non esiste più, Fini resta a destra come era comprensibile, l’attuale Parlamento è sempre più ingovernabile. Il voto adesso sarebbe un atto di verita’ e di decenza politica”.





