Una lettera inviata a tutti gli stranieri residenti in provincia di Pordenone, nella quale l’amministrazione minaccia di denunciarli alla polizia. La missiva, inviata a inizio agosto, è firmata dall’assessore all’Immigrazione Eligio Grizzo (Lega Nord), che intima agli immigrati di presentarsi per un colloquio con psicologi e facilitatori. Lo scopo dichiarato è quello di raccogliere dati per un progetto che, secondo la Provincia, aiuterebbe i migranti nella ricerca di un lavoro o nelle pratiche per il permesso di soggiorno. Nel testo c’è però una precisazione che suona sinistra: per ogni mancato appuntamento “verrà fatta una segnalazione alla Questura”.

Una strada già intrapresa, nei mesi scorsi, con 110 persone che non hanno risposto ai precedenti “inviti” dell’amministrazione perché risultavano sconosciuti alle Poste e sono quindi sospettati di non essere residenti negli immobili dichiarati all’anagrafe. Ora, però, i toni si sono fatti più risoluti. E centinaia di stranieri rischiano la segnalazione alla polizia per il solo fatto di non rispondere alla lettera.

L’associazione immigrati extracomunitari di Pordenone protesta: parla di “schedatura illegale, molestia razziale e abuso di potere” e si rivolge con un esposto alla Procura (leggi il testo). Rincara la dose l’opposizione in consiglio provinciale: “Il vero obiettivo – dicono dal Pd – è schedare gli immigrati”. Perché qui, nella provincia friulana, gli stranieri residenti, secondo l’Istat, sono 33.172, oltre il 10 per cento della popolazione. E non sempre sono bene accetti. A mettere in dubbio la legittimità della lettera e della segnalazione si sono uniti anche l’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e la rete per i diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia. “La comunicazione è chiaramente un abuso di potere -spiega Walter Citti dell’Asgi – perché usa un linguaggio e frasi a carattere senza dubbio intimidatorio, minacciando la segnalazione alle forze dell’ordine. Non esiste che qualcuno venga costretto a partecipare al progetto di un’amministrazione”. Non solo, per l’Asgi la lettera costituisce atto discriminatorio e comportamento indesiderato, per cui si configura la molestia razziale, definita dalla direttiva europea 43 del 2000. E ora, studiata la documentazione, l’Asgi ha inviato una segnalazione all’Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali e al Garante per la privacy.

Dalla Provincia di Pordenone, però, nessuna marcia indietro dopo le polemiche rimbalzate sui giornali locali. “La lettera non verrà modificata di una virgola”, commenta Eligio Grizzo, assessore e vicepresidente della giunta provinciale: “In febbraio, usando un tono meno perentorio, abbiamo ricevuto solo 50 risposte su 350 comunicazioni inviate. Allora ho deciso di usare un tono più forte. Ovviamente nell’interesse dell’immigrato che, se non intende partecipare, deve avere almeno la cortesia di comunicarcelo”. Così si arriva alla seconda lettera: su 1.108 convocazioni, circa 400 stranieri effettuano il colloquio. Ora si aspettano i risultati del terzo invio di agosto, quello con i toni più perentori. E, soprattutto, con la promessa dell’assessore: per chi non risponde o ha cambiato semplicemente indirizzo, la segnalazione alla Questura arriverà inesorabile.

Elisa Cozzarini e Michele Sasso