”La disponibilita’ del presidente del Consiglio a ricercare una nuova unità del centrodestra nel rispetto del programma è un segnale positivo. Auspichiamo che serva a recuperare un clima di reciproco rispetto tra istituzioni che non vanno svalutate con richieste di dimissioni peraltro irricevibili”. Questa la risposta congiunta dei capigruppo di Futuro e Libertà alla dichiarazione del presidente del Consiglio che aveva auspicato uno spirito costruttivo “presente nelle dichiarazioni solo di alcuni senatori del centrodestra” per ritrovare l’unità nella maggioranza. “L’assenza di collaborazione potrebbe portare a scelte dolorose e definitive” aveva minacciato Silvio Berlusconi. Nella nota dei finiani si chiede inoltre che “si blocchi l’aggressione quotidiana nei confronti di Fini e si esca da questa fase di esasperato conflitto”.

La giornata politica è stata caratterizzata dalle tensioni e accuse reciproche tra finiani e berlusconiani. Dura la dichiarazione rilasciata al Tg3 dal finiano Carmelo Briguglio: “Davanti al golpe istituzionale a cui stiamo assistendo e che non ha precedenti nella storia della Repubblica vale la pena di rompere la regola aurea del bipolarismo. Noi siamo molto affezionati al bipolarismo politico”, continua Briguglio, “ma siamo di fronte a un’emergenza istituzionale, con il presidente del Consiglio che si adopera per chiedere le dimissioni del presidente della Camera. Forse bisogna riflettere se non sia il caso di dare vita a un governo di garanzia, presieduto da una personalita’ di rilievo. Beppe Pisanu, il presidente dell’Antimafia, potrebbe essere una di queste di personalità”.

Sull’ipotesi di un governo di garanzia a guida Pisanu il presidente del Pd, Rosy Bindi, risponde al Tg3: “Penso che tocchi al presidente della Repubblica indicare una persona, noi non abbiamo mai fatto nomi”. Poi aggiunge: “Pisanu è una persona importante, l’equilibrio e la saggezza che ha dimostrato può renderlo utile in questa fase così complicata. Si deve reagire a una situazione che ormai è insopportabile”, continua Bindi, “di fronte alla crisi evidente di questa maggioranza che discute a colpi di dossier e usa la questione morale come arma di lotta politica, mentre il paese è in grande difficoltà”. “Se Berlusconi continua a minacciare le elezioni, sappia che noi siamo pronti e spiegheremo agli italiani che loro hanno fallito”, rimarca. Il predsidente del Pd sottolinea che alla loro proposta di modifica della legge elettorale si registra l’assenso per l’approvazione di una nuova legge elettorale di Idv, Udc e oggi la disponibilità dei finiani.

“Il governo”, continua Bindi, “deve venire in Parlamento. Va ratificata la crisi, e la parola passi al presidente della Repubblica”.

Pd e Idv oggi avevano infatti cominciato a vedere l’opportunità di un punto comune. Durante una intervista a Sky il leader dell’Italia dei Valori aveva aperto all’ipotesi, condizionata, di un governo di transizione. Pur ribadendo la necessità “di andare a elezioni per costruire un’alternativa”, Di Pietro per la prima volta si era detto disposto “a un governo tecnico, garantito dal Capo dello Stato per fare una nuova legge elettorale, una sul conflitto d’interessi e una sulla pluralità dell’informazione”. “Sarei disposto ad allearmi con il diavolo pur di mandare a casa Berlusconi” era il chiaro messaggio.