Due militari italiani sono morti oggi in Afghanistan, investiti dall’esplosione di un ordigno rudimentale, a circa 20 km a nord dalla città di Herat. Secondo fonti del comando italiano, la bomba artigianale, sarebbe stata piazzata lungo la strada che stavano percorrendo con un blindato. Nell’attentato non sarebbero rimasti coinvolti altri militari.
Con i due soldati uccisi oggi sale a 29 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono rimasti coinvolti in incidenti, alcuni anche per malori e domenica scorsa a Kabul c’è stato anche un suicidio. Sono invece migliaia le vittime civili di questa guerra come attestano in ultimo i rapporti riservati diffusi dal sito internet Wikileaks negli scorsi giorni.

I due militari italiani deceduti in Afghanistan sono il marescialo Mauro Gili, 41 ann, e il caporalmaggiore Pierdavide De Cillis, 32 anni. Ferita in modo lieve il capitano Federica Luciani. I due italiani erano specialisti del Genio e facevano parte di un team specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati. Per questo stavano disinnescando una bomba rudimentale ad Herat segnalata dalla polizia afgana. Dopo aver disinnescato l’ordigno, i due sono stati investiti da una forte esplosione di un’altra bomba che ne ha causato la morte.

I rappresentanti dei gruppi di maggioranza ed opposizione, manifestando unanime cordoglio per le vittime, hanno chiesto al governo di Hamid Karzai che riferisca al più presto al Parlamento sull’attentato.
“Quando arrivano queste notizie così drammatiche ci si domanda se ne vale la pena. Ma proprio in queste situazioni bisogna rafforzare l’idea che ne vale la pena”, così il premier Silvio Berlusconi commenta la notizia della morte dei due soldati italiani. Il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero invece afferma che “è vergognoso e inumano che si continui ad assistere a questo stillicidio di vittime in Afghanistan: l’Italia deve uscire da questa guerra tragica e insensata”.

Negli Stati Uniti proprio oggi oltre cento deputati democratici hanno votato contro un nuovo stanziamento di fondi da 59 miliardi di dollari, richiesto da Barack Obama e già approvato in Senato. Il provvedimento è passato, ma soltanto grazie al voto dei repubblicani. Questo il primo effetto delle rivelazioni di  Wikileaks su cui stanno indagando il Pentagono e l’Fbi per scoprire la gola profonda del super-hacker Julian Assange. In Gran Bretagna, invece, il parlamento britannico indaga sulle stragi di civili che, secondo quanto emerge dai documenti, potrebbero essere state insabbiate.