La prima commissione del Csm ha deciso di avviare la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale per il presidente della Corte d’Appello di Milano, Alfonso Marra, il cui nome appare in alcune intercettazioni dell’inchiesta sulla nuova P2. La decisione è passata con quattro voti a favore. Ha votato contro solo il laico del centrodestra Gianfranco Anedda. Tra i documenti acquisiti dalla commissione c’è anche l’intervista rilasciata da Marra a ilfattoquotidiano.it.

“Sono contento che il Csm abbia aperto la procedura, così si chiarirà la mia posizione”, ha commentato Marra saputo della decisione adottata dal consiglio. “Sono tranquillo io non c’entro niente in questa vicenda”, ha aggiunto.

 La Prima Commissione, che aveva chiesto pochi giorni fa al Comitato di presidenza l’apertura di una pratica dopo gli sviluppi dell’inchiesta nella quale figurano nomi importanti della magistratura, ha deciso quindi di muoversi senza esitazioni. Nelle telefonate intercettate, Pasquale Lombardi, finito in carcere per l’inchiesta della Procura di Roma, e lo stesso Marra brigavano per la nomina di quest’ultimo alla presidenza della Corte d’Appello di Milano. A fare pressione in favore di Marra era anche il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. A votare per l’avvio della procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale sono stati i consiglieri Pilato, Fresa, Volpi e Patrono. Non ha partecipato al voto, invece, Giuseppe Maria Berruti che nelle intercettazioni viene indicato come il consigliere che rappresentava il maggior ostacolo alla nomina di Marra. Quanto agli altri magistrati, tra cui il capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller, citati nell’ordinanza di custodia cautelare del gip la Prima Commissione ha disposto un’istruttoria chiedendo all’autorità giudiziaria gli atti anche per capire la loro esatta posizione e le eventuali contestazioni nei loro confronti.