“Nessuno degli atti istituzionali e delle decisioni collegiali adottati dall’Autorità ha risentito delle pressioni e insistenze che possono essere state esercitate, da qualsiasi parte”. Dopo la bufera dell’inchiesta della procura di Trani sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, per far chiudere Annozero di Michele Santoro e dopo le dimissioni del commissario Giancarlo Innocenzi, il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, coglie l’occasione della Relazione annuale al Parlamento per ribadire l’indipendenza dell’organismo di garanzia. Un requisito che, spiega Calabrò, è essenziale (“le autorità indipendenti non nascono dalla mente di Zeus, come Atena, ma o sono indipendenti o non hanno motivo di essere”), ma che “va verificata ogni giorno” e che soprattutto “può e deve essere rafforzata” recependo la nuova direttiva Ue. L’indipendenza delle Autorità, sottolinea ancora Calabrò, “si preserva pure con l’autonomia economica e finanziaria”. L’Agcom vive “sostanzialmente con il contributo degli operatori” e perciò “ogni distoglimento di tale contributo dalla sua destinazione si traduce in una tassazione occulta e si pone in contrasto con il diritto comunitario”.