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Economia & Lobby | di Redazione Il Fatto Quotidiano

3 luglio 2010

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Venezuela, il presidente Chavez verso
il controllo statale del sistema bancario

Il progetto di statalizzazione del circuito bancario venezuelano è legato alla necessità di fare cassa da parte del governo. Nel mirino ora c'è il Banco federal

Si infittisce l’intrigo che ha coinvolto nelle scorse settimane l’istituto di credito venezuelano Banco Federal. Nei giorni scorsi, le autorità di Caracas hanno spiccato un mandato di cattura confronti del suo presidente, Nelson Mezerhane, chiedendo all’Interpol di estendere le ricerche dell’uomo anche all’estero. Il numero uno del Banco, ha spiegato il procuratore generale Luisa Ortega, è sospettato di aver sottratto e successivamente trasferito oltreconfine parte del denaro depositato dai risparmiatori e da alcune imprese pubbliche che avevano aperto un conto corrente nell’istituto.

La decisione segue giorni di estrema tensione. Il governo ha bloccato tutte le attività della banca (un istituto di medie dimensioni, ottavo in ordine di grandezza nel Paese) ufficializzando così il provvedimento preso lo scorso 15 giugno dal direttore della Sudeban, l’organismo che vigila sul sistema bancario venezuelano, Egdar Hernández. Nell’occasione 18 dirigenti tra cui lo stesso presidente erano stati anche interdetti dall’esercizio delle loro funzioni.

Fin dall’inizio Mezerhane si era detto «molto sorpreso» della decisione del governo di Caracas. «Il presidente Chávez – aveva commentato – ha dichiarato la sua “guerra” alle banche. Ed ecco che la missione è stata immediatamente compiuta. Si tratta di una scelta arbitraria, oltreché di una mancanza di rispetto». Parole dure che trovano però un certo consenso nel Paese. Sono in molti infatti a temere che la mossa di Chávez sia in realtà una vera e propria ritorsione nei confronti di Mezerhane. Il manager è anche uno dei principali azionisti del canale televisivo Globovisión che, dopo la chiusura di Rctv avvenuta lo scorso gennaio, è ormai la principale emittente di opposizione nel Paese. Nelle scorse settimane Chávez si era detto pronto a sequestrare la quota azionaria di Globovisión detenuta da Mezerhane invitando l’azionista di maggioranza dell’emittente Guillermo Zuloaga a farsi vivo e ad avviare un negoziato con lui. Il 67enne imprenditore, tuttavia, non sembra affatto dell’idea. Colpito insieme al figlio Guillermo jr da un mandato di cattura per usura e appropriazione indebita, Zuloaga è tuttora latitante e decisamente poco intenzionato a consegnarsi alle autorità del suo Paese.

Ad agitare il sonno degli oppositori non c’è però solo il destino di Globovisión. Secondo alcuni, infatti, l’intervento statale in Banco Federal sarebbe solo un tassello di un piano ben più ambizioso: l’estensione del controllo statale sull’intero sistema bancario del Paese. Già all’inizio dell’anno, infatti, sono passate nelle mani dello Stato due piccole banche private, la InverUnion e il Banco del Sol. Negli ultimi due mesi del 2009, inoltre, altri otto istituti avevano seguito lo stesso percorso. Parlare di maxi statalizzazione appare certamente prematuro. Quel che è certo, tuttavia, è che a motivare le scelte dell’esecutivo ci siano soprattutto ragioni di bilancio. L’estensione del controllo statale sul settore bancario privato, infatti, potrebbe garantire un po’ di sollievo ai disgraziatissimi conti della nazione. Esauriti i tempi d’oro del boom petrolifero (culminati con il record storico dei 147 dollari a barile), il Venezuela deve fronteggiare una crisi economica crescente aggravata dalla progressiva svalutazione della moneta locale (-27% nei primi cinque mesi del 2010). Gli analisti impegnati nel monitoraggio del mercato dei derivati assicurativi sul debito sovrano (sovereign credit default swaps) concordano nel giudicare il Venezuela la nazione a maggior rischio fallimento del mondo.

di Andrea Barolini e Matteo Cavallito

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  1. [...] A volte sono sorprese negative, destano stupore o provocano intense risate. E’ il caso di Andrea Barolini e Matteo Cavallito che -su “Il fatto quotidiano” del tre luglio – si misurano in una impresa più grande di loro: dimostrare che il Venezuela è sul bordo di [...]

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  2. Brando scrive:

    Un giornale importante deve avere una parte dedicata agli esteri. In questo caso, purtroppo, i giornalisti si sono limitati a riportare le notizie di testate straniere considerate attendibili, come “El Pais” del gruppo Prisa, ostile ai governi integrazionisti latinoamericani, implacabile contro il Venezuela e generoso con paesi come la Colombia o l’Honduras. Un giornale indipendente dovrebbe fare analisi approfondite sui dati, verificare le fonti ed evitare posizioni pregiudiziali, come fanno gli altri giornale mainstream. Altrimenti è come leggere “La Repubblica” o il “Corriere”.

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  3. impalpabile scrive:

    Statalizzare il potere di vita e di morte, quello che le banche hanno nei confronti delle nazioni, è un progetto ambiziosissimo che può risultare dispotico se lo Stato ne abusasse (abuso che sta accadendo comunque oggi con la loro privatizzazione). Questa politica rischiosissima non verrà vista di buon occhio dalla finanza internazionale: i mafiosi dell’economia sono già pronti con le loro armi per far esplodere, finanziariamente si intende, la nazione? La cupola (FMI) forse ha già ordinato come sparare.

    In bocca al lupo Chávez anche se non penso che il socialismo sia la rotta verso la liberazione. Il socialismo è una tappa di una lunga rotta che deve portare all’approdo dell’autodeterminazione dell’individuo, ma questo può avvenire solo dopo aver depotenziato fino a far scomparire il socialismo medesimo il quale deve essere visto come un compromesso verso la liberazione e non deve – il socialismo – essere concepito come la liberazione in quanto tale; se ci fermeremo al socialismo ci fermeremo su un’altra isola dispotica che adopera le stesse catene del sistema liberista e perderemo di vista l’approdo finale.
    http://www.youtube.com/watch?v=kAUZcCPm7vA
    In bocca al lupo Chávez.

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  4. Mauro Pigozzi scrive:

    Sono d’accordo con tutti i commenti critici per questo articolo, che tira ancora in ballo anche Globovision, una ***** di televisione molto vicina alla nostrana Mediaset del Sultano! Poi mi stupisco anche di un’altra cosa: il Fatto appoggia i referendum contro la privatizzazione dell’acqua: lo sanno che nella Costituzione Venezuelana l’acqua è già da anni riconosciuta come “Bene Comune” di tutti perciò non privatizzabile e gestito direttamente dai cittadini? Sulla politica estera, e lo dico da abbonato, purtroppo il Fatto rimane deludente, appiattito sulle posizioni di El Pais, che passa come organo indipendente perchè critica Berlusconi, mentre il suo gruppo editoriale (Prisa) è il cane da guardia delle multinazionali spagnole!

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  5. e’ vero che Chavez statalizzera’ ogni banca in territorio sovrano venezuelano, e fa bene essendo le banche private un cancro sociale.

    ma al posto di criticare scelte politiche di un’altra nazione sovrana affermando il falso, l’economia venezuelana non e’ mai stata tanto rigogliosa come oggi, iniziate a considerare il debito pubblico italiano alla luce del signoraggio, vi accorgereste che statalizzando ossia togliendo dalle mani dei privati banchieri internazionali la possibilita’ di creare il denaro e prestarlo alle nazioni indebitandole e’ l’unioca soluzione possibile: http://www.signoraggio.it

    saluti
    Giovanni Sandi

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  6. Daniele scrive:

    Ma i fanatici estremisti no global si sono dati appuntamento tutti qui ?

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  7. Simone scrive:

    Sinceramente, statalizzare il sistema bancario sarebbe d’obbligo per tutti i Paesi. Però, ho l’impressione che il Venezuela finirà male, è troppo forte il potere delle lobby di potere neoliberale (USA, Banca mondiale, etc) che, come hanno sempre fatto, appena possono imporre il loro peso lo fanno per tarpare le ali a chi va in controtendenza (vedi Cuba) a questa globalizzazione neoliberale che ci renderà schiavi delle Multinazionali .

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    • Giovanni scrive:

      Ma tu non compri i medicinali per curarti ? Non fai la spesa al supermercato ? Non stai scrivendo da un pc costruito da una multinazionale e usufruendo della banda larga fornita da una multinazionale ? Spegni il pc e trasferisciti in cima alla montagna dove non ci sono le multinazionali cattive! Magari sei fortunato e incontri qualche sciamano!

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