Pensavate che ce ne fossimo dimenticati? Ormai credevate che l’annuncio della nascita de ilfattoquotidiano.it fosse una bufala? E invece, no. Eccoci qui. Tra sei giorni, saremo finalmente on line con una versione Beta. Martedì 22 giugno il nostro nuovo sito scioglierà gli ormeggi. Le cose che non funzionano sono ancora tante. In queste settimane abbiamo spesso lavorato dalle 8 del mattino alle 2 di notte per cercare di metterle a posto. La rotta da percorrere resta però lunga. Ma un risultato (straordinario) per ora ci conforta: la campagna virale di lancio del sito, che sta partendo in queste ore, ha raccolto – a scatola chiusa – un mare di adesioni. Più di mille siti e blog hanno accettato di ospitare i nostri banner non convenzionali e gli utenti vengono adesso ricontattati per i particolari tecnici. La casella e-mail iosupporto@ilfattoquotidiano.it è ancora in funzione. Speriamo che le adesioni continuino ad arrivare per toccare quota 1500.

È stata poi aperta una nuova pagina Facebook interamente dedicata a Il Fatto Quotidiano che sostituirà quella dell’Antefatto. Chi vuole può già iscriversi. Facebook infatti resterà un canale importante per comunicare in tempo reale le nostre iniziative e per discutere quanto sta accadendo nel mondo e in Italia. I prossimi mesi si annunciano cruciali per il Paese. Chi è al potere vuole riscrivere la Costituzione, imbavagliare la stampa, imbrigliare la magistratura, approvare una legge finanziaria che, tagliando senza criterio lo stato sociale, finirà per colpire i soliti noti. Ci sarà insomma molto da raccontare e molto da dire. Noi lo faremo come sempre. Riportando tutti i fatti (anche i più scomodi) che riteniamo essere notizie e proponendo con chiarezza soluzioni alternative ai problemi che vengono discussi (ma più spesso ignorati) in Parlamento. Anche per questo nasce il sito del Fatto Quotidiano: per far sentire il fiato sul collo a chi sta nel palazzo. E per dimostrare che un’altra Italia esiste e vuol far sentire la sua voce.

Quando saremo on line (permetteteci di non anticipare niente sui contenuti in modo da sfruttare a fondo l’effetto sorpresa) ci si renderà conto di come il nostro sforzo sia stato quello di mettere a disposizione della Rete uno spazio dove sia davvero possibile confrontarsi, ragionare e denunciare. Uno spazio dove si sarà liberi di dire e liberi di sapere.

La sfida è difficile. Come spesso ci è accaduto in passato partiamo svantaggiati rispetto agli altri big della cosiddetta informazione su internet: abbiamo meno soldi, meno giornalisti, meno tecnici di tutti gli altri. Una cosa però ci lascia fiduciosi: abbiamo un solo padrone, il lettore. Anzi il navigatore del web.

Senza il sostegno della Rete, lo sappiamo, questa avventura è destinata al naufragio. Ma dove ci porterà lo capiremo presto. Abbiamo davanti a noi tutta l’estate per approntare, grazie al vostro supporto e ai vostri suggerimenti, la versione definitiva del sito. E per far lavorare al meglio la piccola squadra del Fatto Quotidiano. Poi sarà solo mare aperto. Augurateci buon vento.

Peter Gomez e Marco Travaglio