Gentile ministro Meloni, anzi – visto che parlando di questioni anagrafiche ci diamo del tu – Giorgia. Ma come ti salta in mente, Giorgia, di dire che Morgan non deve andare a Sanremo, che è “diseducativo”, che blablabla “il cattivo esempio” eccetera? Capisco che lo faccia il mitico Giovanardi, che del neo-bacchettonismo ha fatto un marketing di successo, ma tu, che sei ministro della Gioventù, che cosa c’entri? A te la morale della purezza politicamente corretta ti uccide, e lo sai. Sai anche benissimo che gli attacchi a Morgan, reo di aver detto che assume coca per tirarsi su, sono insopportabilmente moralisti e ipocriti. Ma sono addirittura ne-fasti se questo veto viene espresso da un politico, che ha un potere – diretto o indiretto – di censura. Non credo che tu possa essere soddisfatta se un solerte funzionario della Rai cancella un artista da un festival perché due ministri si sono messi a montarci sopra una campagna d’opinione. E’ questo che vuoi? Ma allora devi essere più radicale: devi dire alla Gelmini di cancellare dai libri di testo Rimbaud e Verlaine, gente animata da sentimenti diseducativi che ci dava giù di assenzio (la droga dei poeti, e se ne vantava pure) un secolo prima che tu nascessi; devi dire al tuo leader, Gianfranco Fini di farla finita con i Pink Floyd, a partire da Wish you were here. Molto diseducativo, quell’album, perché celebrava un tossicodipendente conclamato come un eroe: ma questo tu lo sai bene, perché chissà quante volte hai cantato: “Shine on your craaaazy diamond”. Bisogna sopprimere quel tossico di Jimi Hendrix, che ci dava giù con le droghe pesanti, quei tossiconi dei Led Zeppelin, tutti chitarre e acidi, distruggere la videoteca di John Belushi, dimenticare quello strafatto di Jim Morrison, uno così perso, che se ne era andato persino nel deserto a mangiarsi funghi allucinogeni: “This is the end/ my only friend, the end…”. E già che ci siamo, non entusiasmatevi per Vasco Rossi, uno che stando ai vostri standard è un pregiudicato per possesso di droghe (gli appiopparono sei mesi, con leggi meno severe delle vostre) e anche quel tossicone di Kurt Cobain. Caro ministro, io trovo incredibile che una come te, che va in giro con la chiavetta piena di musica rock si unisca al coro dei braghettoni, all’inflazione dei politici doppia morale che pensano di poter rompere i coglioni agli altri perché si sono fatti l’esame del capello. Se non c’è dubbio che chi fa il sindaco o il deputato non debba sniffare, è altrettanto certo, che nessun artista debba conformarsi alla morale del tempo, o sottoscrivere non so quali obblighi educativi. Sanremo non è la pubblicità progresso, e Tenco, se gli avessero fatto il test psico-attitudinale e il palloncino, non sarebbe mai salito sul palco dell’Ariston. Altrimenti va a finire che il festival ve lo fate in quattro: tu, Carlo Casini, Dorina Bianchi e Giovanardi. E forse a quel punto mettono fuori concorso pure te, perché magari in un tuo verso usi la parola “ribelle”, una di quelle che ti piacciono tanto. Ma a quel punto sarei d’accordo con loro, perché sarebbe decisamente fuori luogo.

da Il Fatto Quotidiano del 4 febbraio 2010