di Paolo Ojetti

Tg1

Per tre giorni consecutivi abbiamo ascoltato la lezione teologica sulla eterna lotta fra Bene e Male, registrata da Berlusconi e diffusa da tutti i telegiornali. E un sondaggio, trovato sotto l’albero da Berlusconi, dice che Berlusconi gode del tifo indiscusso di un Popolo del Bene che raccoglie il 64 per cento degli italiani.
Gli altri sono operai della Fabbrica dell’Odio, che va rapidamente chiusa, come Termini Imerese. Ma quando questa tiritera, spacciata dal Tg1 come la notizia delle notizie, aveva rotto persino la forte fibra di Sandro Bondi, ecco il miracolo: la signorina Susanna Maiolo fa ruzzolare Benedetto XVI. D’incanto, il predicozzo di Berlusconi ha fatto il salto natalizio di qualità, per il "premier" teologo non c’è alcun dubbio: Lui e il Pontefice sono ormai accomunati da un unico destino, un tandem destinato ad alte prove e sacrifici. E il Tg1, con prontezza, dalla notte di Natale, ha diffuso il nuovo credo: con Pietro e contro Di Pietro. Deus vult.

Tg2

Per fortuna, oltretevere non hanno perduto il senso delle proporzioni e comunicano: la signorina Maiolo non deve essere punita, ma curata e – assicurano – non era animata da cattive intenzioni. Insomma, la fabbrica dell’odio non c’entra, caso mai qui si tratta di pura "innocenza", nel senso d’annunziano del termine. Una lezione di stile e di moderazione che il Tg2 ha registrato in apertura di notiziario.
Segue le telefonata di Berlusconi alla comunità di don Gelmini: sono forte, farò le riforme e fonderò il partito dell’Amore. L’occasione scelta è discutibile: l’ex-don Gelmini (attorniato da Gasparri, Gustavo Selva, Giovanardi) è in attesa di sentenza per violenze sessuali (ultima testimonianza a sfavore: 18 novembre 2009). E anche il partito dell’Amore ha un copyright: lo fondarono Moana Pozzi e Cicciolina. Che tempi.

Tg3

Cicciolina e Moana vengono citate dal Tg3 che , però, omette amorevolmente la complicata storia di Don Gelmini. Una serie di denuncie per molestie e violenze sessuali ai danni degli ospiti della comunità di recupero dei tossicodipendenti, un processo in corso che si avvia verso le ultime battute.
Lo stesso don Gelmini, nel 2008 chiese la riduzione allo stato laicale. La faccenda fu buttata "in politica", perché si parlò di "persecuzione" ai danni del religioso di dichiarate simpatie verso la destra ("Presidente io la amo, non molli" ha gridato anche ieri rivolto a Berlusconi). Laicamente, si aspetta solo una sentenza. Il Tg3 riesuma per un momento anche Bersani e Di Pietro: "Le riforme? Vedremo".

Da Il Fatto Quotidiano del 27 dicembre